Spaccio

spàc-cio

Vendita al pubblico; vendita di merce illegale; luogo di vendita

dal provenzale: despachar sbrigare, composto dal latino: dis togliere e impedicare mettere la pastoia.

Questa parola è associata ad un'interessante nuvola di significati: quello più usuale è quello di vendita di merce illegale, specie droga; ma lo spaccio è pure l'emporio, il negozio di riferimento di una comunità. Senza contare che spacciare vuole anche dire uccidere.

La radice che origina tutti questi significati è da ricercare nella pratica del legare gli animali con delle pastoie, per evitare che, al pascolo, si allontanino troppo dal pastore. Togliere le pastoie vuol dire quindi liberare - e per estensione sbrigare, togliere d'impaccio, risolvere un problema (che infatti sono dei significati vividi ma desueti di "spacciare"). Così lo spaccio e lo spacciatore fanno circolare la merce (quale che sia), il bugiardo spaccia per vere delle fandonie, il sicario spaccia qualcuno o il medico lo dà per spacciato.

È uno degli esempi più flagranti di parola viva, che da una singola immagine si ramifica in significati collegati ma distinti.

Parola pubblicata il 11 Febbraio 2014

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