Trucido

trù-ci-do

Rozzo, sporco, indecente; truce

variante di trucio cioè misero, logoro, probabilmente derivato dal francese: trucher vagabondare - sovrapposto poi alla parola sucido, da cui deriva sudicio, e poi, per assonanza, a truce.

Questa non è una parola facile, e lo vediamo benissimo dalla complessità della sua etimologia, che non è priva di nodi e ombre.

In breve, si tratterebbe di una variante di trucio, sovrapposto a sucido (da cui, per metatesi, ci arriva l'odierno [sudicio]). Una radice da cui provengono parole (regionali) come "trucia" o "strucinato" - rispettivamente coi significati di miseria e logoro - si è quindi sovrapposta ad una che, attraverso il "sucido", parte dal latino [sucus] succo, sugo. A questo quadro si aggiunge l'ulteriore sovrapposizione con "truce", che deriva dal latino [trux] feroce, torvo. Insomma, quel che pare chiaro è che questa parola è un crocevia di significati, cresciuta nell'incontro di parole simili e storie diverse. Questa forma composita si riflette in un significato dai contorni estremamente incerti: infatti, se il trucio e il sudicio descrivono due oggetti piuttosto affini - miseria e sporcizia -, il truce non c'entra quasi niente; eppure la sfumatura del truce - e quindi del violento, del sinistro, del bestiale - nell'uso di "trucido" si mostra ben presente. In altri termini, mettete in un crogiolo il misero, il volgare, lo sporco, l'indecente, il sinistro e il bruto ed otterrete il trucido: una parola davvero vigorosa.

Ad una cena di famiglia si potrà gelare la tavolata con una battuta trucida; si lascerà in fretta una festa a cui si sono incontrati solo tipi trucidi; e il film mediocre punterà su un colpo di scena trucido per tenere viva l'attenzione.

Parola pubblicata il 21 Novembre 2013

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