Valgoritmo
Una burla al giorno
val-go-rìt-mo
Significato Algoritmo storto dall’esito imprevedibile
Etimologia composto dal latino valgus, ‘storto all’infuori’ e dal latino medievale algorithmus, dal nome d’origine del matematico arabo del 9° secolo Al-Khwarizmi.
- «L'investimento è determinato da un valgoritmo; magari perdi tutto, ma forse è ciò di cui davvero avevi bisogno.»
Parola pubblicata il 01 Aprile 2025
Una burla al giorno - le parole inventate del 1° aprile
Ogni anno, a partire dal 2015, bandiamo un concorso burlone per il 1° di aprile: tutti gli utenti di 'Una parola al giorno' sono chiamati a scrivere la loro parola del giorno — completamente inventata, e divertente. La parola vincitrice viene pubblicata ufficialmente fra le parole del giorno.
Mai avrebbe immaginato Al-Khwarizmi, nella sua modesta casetta in Corasmia, non lontana dal lago d'Aral, quanto sarebbe cambiato il mondo per effetto di quell'idea bislacca che gli era passata per la testa. Durante una gara clandestina di algebra, sotto gli effetti di un potente afgano nero, involontariamente Al-Khwarizmi si lasciò scappar detto che qualsiasi comportamento umano, e perfino pensiero, può essere trasformato in una sequenza di calcolo dall'esito prevedibile. I matematici intorno lo presero in parola e si tuffarono in quella direzione. In capo a qualche secolo, l’evoluzione naturale della specie portò alcuni matematici a mutarsi in informatici. La frittata era fatta. A quel punto si era bell'e capito che si arrivava all'intelligenza artificiale.
Oggi, per colpa dell’afgano nero di Al-Khwarizmi, le reti neurali hanno soppiantato quelle della spesa e così il frigo ordina le primizie di stagione al verduraio. Le macchine ormai ci trovano fastidiosamente inetti, e dunque accendono da sole i tergicristalli e ci tolgono il volante dalle mani se non gradiscono cambiare corsia. Se poi ci vien voglia di mettere in piedi un discorso o intestarci un’idea, la chiediamo a una chatbot e, se ci va di parlare con qualcuno, sempre la chatbot, che è lì per quello.
Fortunatamente, i lombi di Al-Khwarizmi si sono mostrati fertili quasi quanto la sua mente. Dalle inospitali pianure dell’Uzbekistan, uno dei suoi discendenti, Mikhayil Quasìmov, informatico esperto in matematica comportamentale, ha lanciato in rete un potente antidoto contro il disastro innescato dal trisavolo.
È nato così nel 2021 il valgoritmo, l’algoritmo a misura d’uomo, icastico, euristico e stocastico, che è capace di introdurre in qualunque modello computazionale quella che Quasìmov chiama la stortura analgebrica, cioè una caparbia fascinazione per il lato oscuro dell’imponderabile.
Molti paesi oggi hanno compreso e adottato i valgoritmi. In Giappone, ad esempio, la movimentazione passeggeri dell’aeroporto di Tokyo è governata da un valgoritmo. Ogni tanto, non si sa perché, alcuni passeggeri internazionali vengono lasciati a piedi per splendida casualità e si è scoperto che qualcuno di loro oggi vive in Giappone e scrive haiku meravigliosi.
Milioni di utenti ogni giorno consultano Valgochat, l’intelligenza deviata artificiale di Quasìmov, che, in una frazione di secondo, è in grado di rispondere a vanvera a qualunque domanda gli venga posta, ma anche, se gli gira, confessarti, nella stessa quantità di tempo, che non ha la minima idea di cosa tu voglia da lui, farti arrivare a casa un gin tonic o mandarti a quel paese.
Un gruppo di studiosi dell’università di Uppsala ha condotto una scrupolosa ricerca sui risvolti sociali di Valgochat, giungendo alle conclusioni che hanno fruttato a Mikhayl Quasìmov la candidatura al premio Nobel per la pace nel 2023.
Il 73% degli intervistati ha, infatti, apertamente dichiarato che, una o più volte, ha finito per infastidirsi talmente tanto da piantarla là con Valgochat, scriversi da solo quello che cercava, leggersi un libro o andare a farsi un bel giro.