Vestigio

ve-stì-gio

Orma, traccia; resto, ricordo

dal latino vestigium orma, ma anche traccia, esempio, rovina e momento.

Questa parola, molto comune specie al plurale ('le vestigia'), appartiene a un registro aulico: l'etimologia dispiega un gran numero di significati propri del vestigium latino, che in italiano sono sfoltiti e sussunti sotto quello di 'ricordo'.

Infatti il vestigio è innanzitutto una traccia, un'orma, sia in senso concreto, sia in senso figurato. Un'impronta lasciata da un piede sul terreno è idealmente vicina alle rovine di un'antica civiltà, a un elemento anatomico che ha perso ogni funzione, ma anche a un esempio, a un insegnamento: sono segni, ricordi, forse una rotta, e una sorta di patrimonio di significato da ricercare e seguire. Dopotutto, vestigium è affine al latino vestigare, 'seguire le tracce'.

Si può quindi parlare del coccige e dell'appendice come vestigia dell'evoluzione, delle vestigia etrusche che emergono quando si scava per gioco in campagna, di belle maniere che sono vestigia di un tempo che fu, e si seguono le vestigia dei nonni leggendo la loro biblioteca.

Parola pubblicata il 13 Maggio 2015

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