Viluppo

vi-lùp-po

Ammasso intricato; confusione; involto

dal latino tardo faluppa 'scarti di paglia', derivato o incrociato con un derivato di volvere 'avviluppare'.

È una parola cardinale: senza essere comune è la base di parole comunissime (pensiamo allo sviluppo) o comunque ben note, come l'avviluppare, l'inviluppare. E s'immagina facilmente che si stia parlamdo di un intrico, ma nell'etimologia i caratteri di questo intrico sono presentati in maniera un po' strana, che chiama qualche pensiero.

Se l'origine è il latino faluppa, e se quindi il riferimento è agli scarti di paglia, steli e rametti disordinati insieme, non si può non rilevare che gli scarti di paglia non sono davvero intrecciati. Certo, è difficile pescare un singolo stelo da un mucchio di strame, ma è uno shangai senza nodi, restano attaccati insieme solo per appoggi e aderenze. Non sono fili molli che si annodano irrimediabilmente, stretti fra cappi, occhielli, è un gioco di bacchette e steli elastici.

Eppure, in un percorso etimologico non chiaro, sembra pacifico che una derivazione o un incrocio col volvere pesi sulla faluppa nel suo viaggio verso il viluppo: il che aggiunge al colpo d'occhio dello scarto di paglia ammucchiato in modo disordinato la forza tattile di spire che vengono strette, intrecciate, e dà il giro a questo mucchio rendendolo indecifrabile.

Guidando col finestrino aperto, col vento fresco che ci schiaffeggia, ci ritroviamo i capelli ridotti a un viluppo terrificante; i due che si sono messi insieme da poco a tutte le cene si stringono in viluppi di baci appassionati; il viluppo del primo racconto del testimone deve essere raccolto con cura meticolosa; e il viluppo di fogli che ho sottobraccio è stato ammassato insieme di gran fretta.

Poi il viluppo si può stringere, avvolgere, dipanare - e sono l'inviluppare, l'avviluppare, lo sviluppare: altre storie che partono da questa strana immagine, molto più sfumata, elegante, complessa e liscia dei groppi, dei garbugli, dei grovigli.

Parola pubblicata il 31 Dicembre 2018

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