Primiloquio

pri-mi-lò-quio

Significato Primo atto di parola

Etimologia voce dotta adattata dal latino primiloquium, composta con elementi derivati da primus ‘primo’ e loqui ‘parlare’.

Mannaggia alle parole che non esistono. O meglio, che pur perfettamente formate esistono in una maniera circoscritta, tanto limitata da non meritare registrazione sui dizionari — rimaste lì, e nei discorsi che lì vertono, senza dare altro germoglio. Ma voglio credere nel primiloquio — fosse anche solo per il generale, bizzarro, schietto amore per le parole composte col secondo elemento -loquio.

Se Dante non avesse scritto i suoi best seller (più o meno) autobiografici passando alla storia come Sommo Poeta, sarebbe comunque rimasto un grande linguista. Il suo De vulgari eloquentia è proprio un libro di linguistica — a lungo negletto, ne abbiamo ben 3 (tre) manoscritti contro gli oltre 1.800 della Commedia, e la sua riscoperta è da sé una storia; fra le altre molte interessanti domande che si pone, s'interroga anche sul primo uso della lingua.

Beninteso, la questione è fascinosissima, e in una prospettiva laica è ancora esplorata — ad esempio sul finale del famoso (e bellissimo) L’origine delle lingue di Merritt Ruhlen si ipotizzano addirittura alcuni tratti e alcune parole di una lingua proto-sapiens. Ma Dante ha un'altra prospettiva: la lingua è un fatto umano, il primo umano è Adamo e Adamo è il primo ad aver parlato. Però Dante si domanda anche in quale primigenia incorrotta lingua sia stato il suo primo atto di parola — anzi «sub quo ydiomate primiloquium emanavit» (il De vulgari eloquentia, come s'intuisce dal nome, è in latino — come è normale che sia un trattato scientifico medievale). E naturalmente, nella pratica, l'unica parola pensabile come primissima parola mai proferita, per Dante non poteva essere che l'ebraico El, 'Dio'.

Per parlare di questa questione si usa sovente il termine adattato primiloquio. È semplice, elegante, trasparente quanto l'omologo latino. E a partire dall'accezione dantesca (primiloquio di primiloquio), promette tutta una serie di possibili sviluppi. Che a voler essere fiscali non ci sono stati, ma ecco, nella vita per fortuna non mancano le occasioni di lanciare qualche parola insolita o molto insolita — così come non mancano le occasioni di scorciare là dove non c'è ancora un sentiero. Il vantaggio ulteriore di tagliare per il prato è che lo si può fare a proprio talento (facendo attenzione a buche e zecche).

Quando coordiniamo un gruppo da cui devono emergere idee e contributi, spesso attendiamo con trepidazione un primiloquio; a distanza di anni ricordiamo il primiloquio di qualcuno verso di noi, qualcuno che sarebbe diventato un grande amico; il genitore narra con verve epica il primiloquio della sua fulgida prosapia (uguale a quello di tutti gli altri, ma non facciamolo notare); e possiamo fantasticare sul perduto primiloquio di una parola, di un nome, di un'espressione che abbiamo tanto a cuore — e a cui per forza di cose sarà capitato di uscire una prima volta da una bocca.

Non è un caso isolato — ce ne sono di parole usate una volta da Dante e rimaste in giro giusto per parlare di quella volta che Dante l'ha usata — ma ecco, è un caso particolarmente sofisticato, umbratile e ghiotto insieme. I fili del primiloquio di cui il mondo è intrecciato sono nostri, pronti a farsi dire in uno speciale primiloquio.

Parola pubblicata il 29 Maggio 2026