Scoramento
sco-ra-mén-to
Significato Stato d’animo di chi ha perso fiducia e slancio
Etimologia derivato di scorare ‘privare del cuore’, a sua volta da cuore col prefisso sottrattivo s-.
Parola pubblicata il 22 Agosto 2026

sco-ra-mén-to
Significato Stato d’animo di chi ha perso fiducia e slancio
Etimologia derivato di scorare ‘privare del cuore’, a sua volta da cuore col prefisso sottrattivo s-.
Parola pubblicata il 22 Agosto 2026
C'è sempre qualcosa di suggestivo nelle parole che tagliano un certo concetto con elementi grossi, poco sofisticati, e che però hanno come risultato dei significati netti, affilati, cristallini.
Lo scoramento non dovrebbe essere la privazione del cuore? In quanti sensi, messo così, lo potremmo inclinare? Ciò che è senza cuore per noi è crudele, è artificioso, manca il punto, l'essenza. Non lo diremmo pessimista e sfiduciato. Lo scoramento però si muove su questi binari, che sono analoghi a quelli che il coraggio segue in senso opposto.
Qui il cuore è una forza morale che fa superare difficoltà e pericoli. Sintesi già stupenda, e ancor di più se notiamo come abbia una dimensione di positività profondissima, nucleare, paragonabile solo a quella (parimenti enorme e versatilissima) dell'animo.
Il coraggio, lo sappiamo, è piuttosto sottile. L'abitudine di pensare i contrari fra parole (cosa piuttosto abusiva, il più delle volte) ci fa pensare di essere davanti al contrario della paura; invece il coraggio è un'energia che permette di muoversi e agire in generale, anche in un contesto campito di paura — che è solo uno dei sintomi delle miriadi di difficoltà e pericoli che possiamo incontrare.
Difatti lo spengimento di quel comportamento del cuore che è il coraggio, ossia lo scoramento stesso, prende le pieghe dello sconforto, di un'afflizione interiore, della perdita di prospettiva e di fiducia. È più apatico che spaventato. E questo ci dice molto anche sul coraggio.
Lo scoramento si siede vicino all'abbattimento e allo sconforto, che sono condizioni di pesante avvilimento, di una prostrazione che fa sentire in una buca morale. Il primo adombra il dubbio sulla possibilità di tornare in alto, è duro e pesante; il secondo tratteggia uno smottamento di rinforzo e consolazione, in una dimensione più emozionale. Lo scoramento ha la potenza particolare di insistere proprio in una dimensione di progetto, di prospettiva — mancando il cuore manca lo slancio, manca l'ottimismo, manca la fiducia, la voglia, e figuriamoci l'entusiasmo. Ovviamente è anche prossimo allo scoraggiamento, che però è più didascalico e prosaico, spiattella in maniera più chiara (e forse superficiale) il tema di cui parla.
Così, con un certo scoramento si riapre la posta dopo due settimane fuori dall'ufficio, parliamo dello scoramento che coglie la squadra a metà partita, e dello scoramento che ci assale davanti all'ultima bega che salta fuori durante la ristrutturazione.
È uno stato vischioso, divincolarsi è difficile, e «Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare»; ma se lo pensiamo come slancio, allora forse sì, possiamo anche trovare il modo di darcelo — facendo qualche passo indietro.