Avvilito

av-vi-lì-to

Reso vile, privato di valore; umiliato, sconfortato

composto parasintetico di vile, preceduto da una a- rafforzativa.

Questa parola non descrive qualcosa di piacevole; ma ha un'intelligenza rara.

Avvilire, con un significato più aderente all'etimologia, significa rendere vile, abbassare, togliere valore o prestigio; e l'avvilito diventa lo sconfortato, l'umiliato. Tutti quei sentimenti di rabbia, frustrazione e scoraggiamento che implica vengono disegnati come un'ombra che grava sulla stima di sé, sulle proprie prospettive, sulle proprie aspettative, che pesa sulla fiducia. Uno scorcio maturo, che non si ferma al sentimento momentaneo, sondandone invece le ragioni, concentrandosi sulle corde profonde che tocca. In un certo senso, e qui sta il bello, disinnescandolo.

Se sono avvilito per un rifiuto, vuol dire che mi abbatte, che mi suscita un ripensamento su me stesso; se sono avvilito da un lavoro che va contro le mie idee, vuol dire che sto compromettendo un mio valore; se sono avvilito dal fatto che un amico mi abbia taciuto qualcosa di importante, significa che vedo umiliato il pregio del nostro rapporto.

Perciò questo è un aggettivo intelligente: perché penetra un sentire, lo spiega, e porta alla luce qualcosa di complesso e profondo - con una comunicazione davvero intensa.

Parola pubblicata il 13 Giugno 2015

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