Adombrare

a-dom-brà-re (io a-dóm-bro)

Coprire d'ombra; velare, offuscare; simboleggiare, fare immaginare, rappresentare velatamente; come intransitivo pronominale turbarsi, irritarsi, o spaventarsi davanti a un'ombra

voce dotta recuperata dal latino adumbrare 'fare un abbozzo, uno schizzo', composto parasintetico di umbra 'ombra'.

È in parole come questa che forse si nascondono le raffinatezze più sottili della nostra lingua. Non sembra sia costituita da elementi difficili da intendere, eppure schiude dei significati così intelligenti.

Il primo significato che riconosciamo, il più semplice, è quello di coprire d'ombra. Le nuvole temporalesche adombrano la campagna, l'infittirsi dei rami adombra il sentiero, la stanza è adombrata da tendaggi pesanti. Da un significato del genere è facile arrivare all'offuscare: la prospettiva funesta adombra l'entusiasmo, la passione accesa adombra il giudizio, la paura adombra la mente. L'ombra qui è un velo grave che muta la percezione.

Il difficile arriva quando si legge che 'adombrare' significa 'simboleggiare'. Ora, il latino adumbrare valeva un 'abbozzare', e quindi un esprimere in maniera incompleta, velata. Ci possiamo immaginare l'abbozzo, una prima espressione incompiuta, come un accenno di ombre: sul chiaro di uno sfondo è l'ombra tratteggiata a creare il volume. È l'ombra-simbolo che fa risaltare e definisce la luce di un primo significato, come in una grisaglia. (Ma è inevitabile pensare l'adombrare anche come una suggestione che copre il significato: il simbolo copre la realtà.) Il racconto quotidiano adombra significati profondi, l'allusione adombra esiti impensati, l'allegoria adombra misteri esoterici. Meraviglioso pensare certe cose.

Oltre a questi adombrari transitivi, ne abbiamo anche di intransitivi pronominali, e anzi uno di questi probabilmente è il più comune: l'adombrarsi come il turbarsi, l'incupirsi, il contariarsi, l'irritarsi. Facciamo una battuta all'amico permaloso e quello si adombra, domandiamo che nuove ci siano quando il collega legge la notizia e si adombra, e il cane con la vecchiaia si adombra. Ma può anche essere lo spaventarsi davanti a un'ombra: nell'incertezza della notte ci si adombra a ogni giro di sguardo, rientrando a casa ci adombriamo d'improvviso, ma l'ombra proiettata è la nostra.

Quando un verbo è così versatile, allora è così potente.

Parola pubblicata il 03 Ottobre 2018

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