Liquido che si produce nella cottura delle vivande; condimento; idea fondamentale; gusto, soddisfazione
dal latino sucus ‘sugo, succo’.

Il 22 maggio 2023 ricorrono i 150 anni dalla morte di Alessandro Manzoni, celeberrimo, odiosamato gigante della nostra letteratura. L’impatto della sua opera sulla lingua italiana — di una singola sua opera, I promessi sposi — ha un rilievo che conta pochissimi paragoni (Dante, e forse non altri).
Come abbiamo già fatto nei mesi scorsi con Dino Buzzati e Giorgio Caproni, dal 22 al 29 maggio 2023, trattiamo sette parole che lo raccontano. Costruiremo un dizionario minimo manzoniano, facendo un piccolo safari nei Promessi sposi. Come sempre nelle nostre trattazioni di termini letterari, alla guida dell’inquadramento teorico delle parole c’è Giorgio, mentre Lucia ce le farà osservare nella pratica letteraria di Manzoni.
Liquido che si produce nella cottura delle vivande; condimento; idea fondamentale; gusto, soddisfazione
dal latino sucus ‘sugo, succo’.
Remissione di una colpa e del castigo; scusa
dal latino medievale perdonare, per il classico condonare ‘regalare, rimettere’.
Nella religione cristiana, ordine con cui Dio regge il creato, e assistenza benevola che dà alle sue creature; evento che risolve inaspettatamente una situazione difficile
voce dotta recuperata dal latino providèntia, da pròvidens, participio presente di providere ‘prevedere, prendere precauzioni’.
Sensazione di sofferenza fisica o di profonda sofferenza morale
dal latino dolor.
Chi unge; specie dalla peste di Milano del 1630, chi si credeva diffondesse intenzionalmente il morbo; responsabile della diffusione di un fenomeno nefando
voce dotta recuperata dal latino unctor, dal participio passato unctus del verbo ungere.
Di cui si ignora o non si vuol dire il nome, o che non ce l’ha ancora; persona di cui non si sa o dice il nome
voce dotta recuperata dal latino tardo innominatus, derivato di nominatus ‘nominato’ con prefisso in- negativo.
Lingua latina usata in modo oscuro e pedantesco
da latino, con la desinenza -orum di un genitivo plurale latino.