Incespicare

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in-ce-spi-cà-re (io in-cé-spi-co)

SignInciampare, mettere il piede in fallo

composto di in- 'dentro, contro' e cespicare dal latino tardo caespitare 'inciampare in una zolla di terra'.

Questa parola ci mette davanti a una curiosa opzione della lingua: per descrivere l'atto involontario del mettere il piede in fallo, si richiama volentieri ciò contro cui il piede sbatte. Vale per l'intoppare, che si riferisce al ceppo, e vale per l'incespicare, che si riferisce alle zolle di terra - anche se i riferimenti nell'uso si diluiscono fino a non essere più percepiti. (L'inciampare, invece, si riferisce alla gamba, alla zampa stessa che falla.)

Quando pensiamo al cespo ci viene in mente l'insalata, magari il cespuglio, e quindi invariabilmente qualcosa di fronzuto e verde, ma il latino caespes descriveva in primis la zolla di terra, da cui poi i nostri cespi ricci, romani o gentili si originano. Il caespitare è quindi già in latino un dar nella zolla, che più d'ogni piede d'albero passa inosservata, coperta d'erbe nella sua lieve sconnessione, nei suoi piccoli inviti, nelle sue sconformi consistenze. L'incespicare, col suo traballante gusto frequentativo, è anche il tipo d'inciampo più goffo e imbarazzante, perché c'è un che di giustificante nell'inciampare contro un nodo di radice, mentre inciampare nell'invisibile fa sempre passar per imbranati.

Quando abbiamo la testa volta in bei pensieri incespichiamo continuamente, più fragile è l'oggetto che trasportiamo più crescono le probabilità d'incespicare, e lo scalino appena appena più alto degli altri fa incespicare chiunque non lo conosca. Ovviamente l'incespicare si estende in senso figurato, e diventa il procedere con difficoltà, mostrando incertezza: parlando la lingua straniera incespico ma mi faccio intendere, in un passaggio il ritmo della canzone incespica, e inevitabilmente incespico nel ripetere ciò che non ho capito.

Il potere descrittivo di questa parola è straordinario perché evoca una sensazione che condividiamo a un livello molto profondo - quella sensazione di blocco inatteso che dal collo del piede scocca nelle membra, che s'inarcano, muovono e scattano nella ricerca istantanea dell'equilibrio, mannaggia alla zolla.

Parola pubblicata il 20 Maggio 2018

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