Miriade

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mi-rì-a-de

SignDiecimila unità; numero grandissimo

voce dotta, dal greco myrìas, derivato di mýrioi 'diecimila'.

Oggi la miriade vive in italiano come iperbole: descrive un numero sterminato, indefinitamente grande. Il che è davvero curioso: resta l'iperbole, resta il senso di esagerazione, ma l'originario significato aritmetico di 'diecimila unità' è ormai perduto.

Il diecimila è un numero che fin dall'antichità si è mostrato fascinoso: in modo ricorrente è diventato antonomasia per indicare in genere un numero grandissimo, e non solo dalle nostre parti. Se noi la miriade, questo specialissimo diecimila, la riceviamo dal greco, all'altro capo dell'Asia Lao Tsu parlava dei "diecimila esseri" intendendo in maniera suggestiva tutti gli esseri del mondo, e si gridava "banzai" per augurare "diecimila anni" all'imperatore.

Quindi, anche se non parliamo più del miriagrammo come unità di peso di dieci chili (diecimila grammi), e se la miriade non può più essere un numero esatto (a meno che non si parli delle unità di soldati di antichi eserciti), ci resta un bel carico d'iperbolico incanto, perfino un po' esotico. Al concerto accorre una miriade di persone, letto il libro abbiamo una miriade di domande in testa, una scena futura che attendo me la immagino una miriade di volte.

Parola pubblicata il 14 Settembre 2017

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