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Pigiama

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pi-già-ma

SignVeste da letto costituita di due parti distinte: pantaloni e giacca

attraverso l'inglese, dall’urdu pāēǰāma ‘indumento (ǰāma) da gamba (pāē)’.

Un oggetto comunissimo, di uso quotidiano, che ci fa subito pensare al conforto del letto e del riposo. Difficile quindi immaginare che questo termine sia entrato nella lingua italiana solo agli inizi del Novecento, trovando subito grande fortuna nell’uso e diventando quindi irrinunciabile.

Lo abbiamo acquisito dall’inglese, è vero, ma in questo come in tanti altri casi è palese come il passaggio di materiale linguistico sia raramente a senso unico: gli inglesi hanno infatti a loro volta accolto la parola nel 1800, quando l’occupazione britannica in territorio indiano cominciava a farsi sempre più solida. L’imperialismo ha senz’altro esportato e imposto, spesso in maniera brutale, usi, costumi e repertorio culturale, ma evidentemente quel pantalone largo e comodo tipicamente indossato dalle popolazioni locali è sembrato un’ottima alternativa alla camicia da notte, e assieme all’indumento è stata adottata anche la parola che lo designava nella lingua originaria.

Certamente poi la diffusione del capo in tutto il mondo ha influito anche sul significato del termine: sappiamo infatti molto bene che ora il pigiama è per noi sempre un composto di giacca e pantaloni e non soltanto il pezzo inferiore. Ma anche il percorso di adattamento grafico nelle varie lingue è curioso e rilevante: in Gran Bretagna l’attuale grafia pyjamas è stata preceduta da almeno altre tre più simili a quella originale, ovvero paj jamahs, pigammahs e peijammahs, mentre negli Stati Uniti, a partire dalla metà del Diciannovesimo secolo fino ad oggi, è stata preferita la versione pajamas.

Per quanto riguarda l’italiano, i tempi erano di certo quelli in cui l’adeguamento dei prestiti era assai più comune rispetto ad oggi, e perciò difficilmente percepiamo questo termine come estraneo. A differenza dell’inglese, che lo ha acquisito come sostantivo plurale, noi abbiamo optato per il singolare maschile (nonostante la terminazione in -a) pluralizzabile come pigiami o anche invariabile. Il significato dell’urdu ritorna in qualche modo nel nostro pigiama palazzo, che ci riporta fuori dal contesto della camera da letto (è un abito da sera femminile con pantaloni molto ampi), mentre l’influenza del cinema americano sulla nostra cultura ha fatto entrare nell’uso e quindi anche nel dizionario il pigiama party, per la gioia dei genitori stanchi che devono gestire le festicciole notturne.

Con Eleonora Mamusa, linguista e lessicografa, a venerdì alterni sviscereremo un nuovo anglicismo.

Parola pubblicata il 24 Novembre 2017

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