Remissivo

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re-mis-sì-vo

SignDocile, che si rimette alla volontà altrui

dal latino tardo remissivus, derivato di remittere rimandare, concedere, composto di re- indietro e mittere mandare.

Il carattere personale indicato da questa parola - piuttosto affine alla docilità - certo non si attaglia al leader o al personaggio virile: essere remissivo significa avere l'inclinazione a rimettersi alla volontà o al giudizio altrui, assecondandolo di buon grado, senza contrasti né opposizioni. In effetti, nel sistema di valori corrente, remissivo non può essere altro che il debole.

Ma c'è da ponderare il fatto che il remissivo, incline all'accettazione, non per questo si trova in una posizione moralmente inferiore, e ha i pregi di deflettere l'aggressività, di mostrare deferenza, di cercare l'armonia prima della soddisfazione dell'orgoglio: comprendere che nello sforzo per ottenere un riconoscimento dall'altro si può generare un conflitto spiacevole, se non funesto, e cedere per tempo, può essere di grande cavalleria.

O forse al remissivo, di certe cose, gliene importa serenamente poco.

Parola pubblicata il 29 Maggio 2014

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