Tempio

  • 9

tèm-pio

SignEdificio di culto, o comunque degno di venerazione

dal latino: templum parte di cielo - e di terreno - dalla cui osservazione gli àuguri traevano presagi. Da qui è passato ad indicare una porzione di terra consacrata e poi l'edificio sacro che vi sorge sopra.

Quello di tempio è un concetto fondato sulla separazione: una linea o un muro dipartono il luogo sacro dal luogo profano. La maestà dell'edificio, il supremo pregio artistico che lo arricchisce e perfino il suo originario essere votato al culto di una divinità pagana non sono che connotati di quel nocciolo centrale del concetto che è la figura del luogo separato - perfino inaccessibile. Anche se certamente l'immaginario degli antichi luoghi di culto aiuta a definire il tempio nei suoi aspetti di mistero e reverenza.

Oggi, fuor di romanzo o narrazione, si parla di tempio solo in senso figurato: il riferirsi ad una chiesa chiamandola tempio suona desueto (se non assurdo, visti i tratti pagani del tempio). Si sentirà dire al salutista che il suo corpo è un tempio, in cui l'accesso è negato a fumi sozzi e immondizie scambiate per cibo; entrando nella sede della celebre accademia o nella maestosa biblioteca si potrà avere la sensazione di entrare in un tempio del sapere - e ci si sentirà minuti, e ci si guarderà intorno in silenzio, e muovendosi senza rumore; e si porterà la fidanzata nel ristorante più celebrato sapendo di introdurla in un tempio in cui la cucina si fa esperienza mistica.

Il tempio è un'entità antropologicamente rilevante: il luogo separato dà la profondità di un'azione o di una reverenza che non può essere confusa nell'avvicendarsi delle premure quotidiane. In altre parole, il tempio è custode del valore. Ed è un'entità da tenere alta, perché il concetto che non tutti i luoghi sono uguali è profondamente intaccato da un certo tipo di globalizzazione - per cui le stesse cose possono essere fatte in ogni luogo, una mèta vale l'altra e gli unici luoghi veramente separati dagli altri sono quelli con l'accesso a pagamento.

È come se il terremoto avesse trasformato le chiese in templi precristiani, aree delimitate in cui il sacro si manifesta in forme tremende e sovrumane, con una violenza improvvisa che le catene e i puntelli stentano a contenere. La divinità imprevedibile e oscura che ha squassato la propria dimora di pietra, tenendone a distanza di sicurezza i fedeli terrorizzati, sembra avere poco a che fare con il dio cristiano.

Questa è una "parola terremotata", frutto di una collaborazione con l'associazione LaCà, nata dopo il sisma in Emilia. Col loro aiuto cerchiamo di capire come alcune parole si sono trasformate dopo il terremoto e come si possono rinnovare. Il testo in corsivo è un loro diretto contributo.

Parola pubblicata il 21 Luglio 2013

Commenti

Per lasciare un commento devi essere registrato al sito! Fai login o Iscriviti adesso!

acquisti consigliati

Ricevi la parola del giornoRicevi la parola del giorno

Registrati al sito per ricevere la parola del giorno via email, lasciare commenti sul sito e ricordarti le tue parole preferite!

Inizia subito!

E' il momento giusto per iscriverti, bastano 60 secondi!

Privacy Policy

» Sono già registrato