Tralatizio

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tra-la-tì-zio

SignTradizionale, che è recepito dai predecessori

voce dotta recuperata dal latino tralaticius, variante di translaticius, derivato di translatus, participio passato di transferre 'trasferire', composto da trans- 'oltre' e ferre 'portare'.

Questa parola non è molto comune al di fuori dell'ambito giuridico, però è davvero gagliarda, e vediamo perché (anche stavolta riusciamo a tirare in ballo un po' di diritto romano).

Si potrebbe dire che 'tralatizio' è sinonimo di 'tradizionale': dopotutto, se il tradizionale è 'dato oltre', giù per l'avvicendarsi delle generazioni, il tralatizio è ciò che è 'portato oltre', in un'immagine simile. Quindi sono davvero molto vicini. Ma il tradizionale evoca subito la tradizione, un corpo sedimentato che ha una sua generale identità, e appare quindi ben più massiccio di quanto non sia il tralatizio, che meramente è stato recepito da chi o ciò che è venuto prima (spesso un po' acriticamente).

In latino questo aggettivo ebbe particolare fortuna nel descrivere gli editti dei pretori: in poche parole, gli editti di questi magistrati apparecchiavano azioni giurisdizionali a integrazione della legge - tutelando quindi situazioni giuridiche ulteriori, che essa non prevedeva, o che dovevano essere risolte in maniera nuova. Insomma, chi si candidava a pretore dichiarava programmaticamente che, se fosse stato eletto, chi si fosse trovato nella tal situazione avrebbe avuto la tal protezione. Col passare degli anni la maggior parte del singolo editto pretorio non divenne che la riedizione di editti precedenti (sulle tutele dei quali tutti ormai contavano): da qui il nome di 'editto tralatizio'.

Oggi possiamo dire che usiamo dei modelli tralatizi per stilare i nuovi moduli, corrediamo il contratto con le consuete clausole tralatizie del suo genere, in azienda si adottano delle pratiche tralatizie che dovrebbero essere rinfrescate, gli allievi dell'artista non si scostano da certi stilemi tralatizi. Tutti casi in cui viene recepito qualcosa da un precedente.

Una parola precisa e piuttosto ricercata, che impreziosice il discorso e che non manca occasione di usare.

Parola pubblicata il 04 Novembre 2017

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