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Yoga

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yò-ga

SignPratica ascetica indiana; sistema filosofico-religioso; pratica fisica composta da esercizi posturali e di respirazione derivanti dalla pratica indiana

dal sanscrito योग yoga, ‘unione’.

Tra i concetti propri del mondo orientale, forse è lo yoga quello che, più di tutti, si è insinuato nel pensiero occidentale. Oggigiorno basta davvero poco: un tappetino, un borsone, tenuta da palestra e si è pronti per presentarsi in uno dei tantissimi centri – sempre più numerosi – che offrono questa disciplina tra i propri corsi.

Lo yoga ha, nella cultura indiana, una valenza filosofica e spirituale enorme. Propriamente è l’unione: in latino è lo iugum, in greco lo ζυγόν (zygòn), in italiano il giogo; e così come il giogo congiunge, stessa cosa fa in india lo yoga, unendo il sé e la sua fonte cosmica, l’universo, la spiritualità.

Questa disciplina è codificata, nella sua forma classica, negli योगसूत्र (Yogasūtra, ‘aforismi sullo yoga’) di Patañjali, pensatore indiano che, molto probabilmente nel IV secolo, mise in forma scritta ciò che per lungo tempo fu tramandato oralmente. Così si apre l’opera: «Lo yoga è l’arresto delle modificazioni mentali». In essa Patañjali dipana le basi teoriche di quello che è detto anche अष्टाङ्गयोग (aṣṭāṅgayoga, -ṣ- e -ṭ- pronunciate con la lingua rivolta verso il palato), ovverosia ‘yoga delle otto membra’, in quanto composto da otto parti: astensioni, precetti, posizioni (chi pratica lo yoga è abituato a chiamarle आसन, āsana), controllo del respiro, ritrazione dei sensi dai loro oggetti, concentrazione, meditazione profonda e, infine, attenzione concentrata. Già da ciò si capisce come lo yoga sia molto più di leggings e saluto al sole, e qui si comprende appieno la differenza tra lo yoga inteso come filosofia e la mera pratica fisica che si è innestata in occidente.

Ed è proprio nella cultura occidentale che lo yoga è stato preso e modificato, per adattarsi ai bisogni dell’uomo di qui; e non si è diffusa unicamente la pratica che tutti, più o meno, abbiamo presente per via dei suoi benefici fisici e psicologici, ma sono nate scuole alternative, talvolta bizzarre e simpatiche, altre volte, forse, discutibili: un esempio è il doga, che no, non sta sotto al letto, ma dentro alle palestre, l’unione tra dog e yoga, per non lasciare Fido a casa; poi, incredibile ma vero, c’è anche il cigar yoga.

Meglio astenersi dai giudizi sulla banalizzazione di una tanto profonda disciplina, il tempo si occuperà della faccenda – lo yoga classico è praticato ancora oggi, mentre il cigar yoga, probabilmente, non festeggerà tanti compleanni.

Mauro Aresu, giovane studente di Lettere classiche, a venerdì alterni ci racconta una vicinanza fra italiano e sanscrito.

Parola pubblicata il 08 Marzo 2019

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