Bieco

biè-co

Storto; losco, torvo, volto al male

dal latino obliquus 'obliquo', influenzato da un'altra voce quale aequus 'piano'.

Questa parola ci permette una riflessione straordinaria sugli archetipi: ciò che è dritto, retto, nel nostro sistema di significati implica il giusto, il limpido, ciò che è volto al bene; al contrario, ciò che è obliquo, storto, implica lo sbagliato, l'ingannevole, il losco, ciò che è volto al male.

Questa associazione è cristallina nel bieco: derivato dal latino obliquus, la sua nuvola di significati è tutta morale. Infatti è bieco lo sguardo non diretto, portato con la coda dell'occhio, e che senza dubbio non nasconde buoni propositi o pensieri edificanti; sono bieche le intenzioni che per paura indoviniamo nello sconosciuto incrociato per strada di notte - anche se sta tornando a casa e sinceramente sembriamo più sinistri noi; sono bieche le macchinazioni del corruttore.

Sono diverse le sfumature di malanimo che confluiscono nel bieco: astio, minaccia, cupidigia, che naturalmente, da secoli e in maniera perlopiù inosservata, sussumiamo sotto l'indiretto e l'obliquo.

Parola pubblicata il 21 Giugno 2015

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