Briciola

brì-cio-la

Frammento di pane o biscotto o simili; quantità minima, insignificante; bambino gracile e minuto

diminutivo di bricia, da briciare 'spezzare, rompere', che giunge attraverso l'ipotetica voce del latino parlato brisiare col medesimo significato, la quale ha una probabile origine celtica.

La consuetudine agisce in modo davvero curioso sui significati delle parole, e riesce a creare delle sorprendenti zone protette di tenerezza. Questo è particolarmente evidente in 'briciola', termine attestato addirittura già nel Duecento.

Un pezzetto minimo di pane, di biscotto, in generale di un alimento farinaceo che esce da forni o pasticcerie e che è almeno un po' friabile, se non croccante — ma può anche essere di un frutto secco o staccarsi dai fritti. Un significato scavato con una precisione così profonda da essere impressionante, che sappiamo applicare naturalmente con criteri ferrei: certi cibi fanno briciole, certi altri no. Eppure le briciole non sono solo le liete minuzie che restano sulla tovaglia alla fine del pasto.

Nella nostra lingua quando la briciola diventa briciola, le immagini che evoca possono anche essere violente: il 'ridurre' o il 'mandare in briciole' ci fa subito venire in mente forme intense di distruzione. Pensiamo agli esplosivi che riducono in briciole monumenti antichi, alla cattiva conservazione che ha fatto briciole del documento importante, ma anche del tuo no che manda in briciole il mio sogno. Stesso dicasi per lo 'sbriciolare', che può intervenire quando parliamo delle noci da mettere nell'impasto o dei biscotti per fare il fondo della torta, così come delle mura sfondate durante l'assedio o degli effetti del terremoto sull'intonaco.

Solo la briciola in sé, ferma, già briciola, è innocua e simpatica. Certo, a meno che non si usi figuratamente per indicare quantità insignificanti, quando si presta anche ad usi acri, come quando mi rinfacci di non aver usato una briciola di cervello (o un briciolo, è indifferente), o racconto di come il concorrente ti abbia lasciato solo le briciole, o l'amico si aspetta una briciola di compassione. Qui la piccolezza della briciola è spesso termine di paragone svilente e rabbioso.

Anche se la briciola in senso figurato diventa invece addirittura vezzeggiativa quando si fa appellativo per bambini piccoli (o analoghi animaletti) di costituzione gracile e minuta. In questo caso è semplicemente delizioso. Ed è l'ultima oscillazione di una parola che, in un suono duro ma arrotondato dal diminutivo, fra le minuterie dolci e quelle spregiate, dalla trasformazione domestica del cibo alla devastazione totale, e partendo da significati pesanti come il rompere e lo spezzare, nella sua variegata consuetudine d'uso ha saputo trovare irriducibili spazi di tenerezza familiare.

Parola pubblicata il 23 Settembre 2019

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