Briga

brì-ga

Seccatura, molestia, noia; difficoltà, questione complessa; raggiro, affare torbido; controversia, lite

Etimo incerto. Forse da ricondurre all'ipotetica voce celtica briga 'forza'.

Sembra che le locuzioni "prendersi la briga" e "attaccare briga" esauriscano gli usi di questa parola. E in effetti sono i più consueti, ma cristallizzazioni del genere sono un vero peccato, perché non sono che la punta di un iceberg semantico.

I primi significati con cui questa parola è emersa in italiano sono stati quelli di forza e vigore: successivamente, con un passaggio non chiarissimo, è passata ad indicare la molestia, la difficoltà e la controversia - ma possiamo immaginarci questi significati come declinazioni dell'agitarsi e degli attriti di una forza. Il significato così multiforme di questa parola è stato il terreno ideale per la crescita di molti altri termini, fra loro profondamente diversi: pensiamo al darsi da fare intrigante del brigare, alla vita da fuorilegge del brigante, alla brigata, militare o gioiosa, o al brigantino, tipo di nave che faceva da scorta ai convogli.

Oggi, il novero dei suoi significati vivi non è dei più lineari: vi troviamo la seccatura, la noia, la difficoltà, il raggiro, l'affare torbido, il contrasto e la lite. Data la complessità di questi significati, difficilmente riducibile a un significato unico, capiamo che è naturale ricondursi, nell'uso di questa parola, a una casistica d'uso consueto; ma cercare di comprenderli in astratto ne permette un uso versatile, originale e vivace.

Quindi si può comunemente parlare dell'energumeno rissoso che non sogna altro che attaccar briga, o di come ci è toccato prenderci la briga di risolvere una faccenda che spettava a un collega; ma si può anche parlare delle brighe torbide dell'amministratore locale, dell'ennesima briga accesa dai vicini, o del nipote che con le sue biasimevoli compagnie si caccia in qualche briga.

Parola pubblicata il 25 Novembre 2015

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