Calepino

ca-le-pì-no

Grosso vocabolario, specie di latino; taccuino

dal nome di Ambrosius Calepinus, cioè Ambrogio dei conti di Caleppo, umanista bergamasco che visse a cavallo fra il XV e il XVI secolo.

Ad Ambrogio Calepino si deve la pubblicazione, nel 1502, di un fortunatissimo dizionario di latino, che negli anni successivi fu arricchito tanto da diventare un'opera imprescindibile per tutti gli intellettuali d'Europa. Purtroppo, il vecchio Calepino non vide compiuto il suo lavoro, che nelle edizioni successive fu articolato in molte lingue. Ma il suo nome sopravvive come antonomasia per indicare vocabolari voluminosi - e non solo. Attraverso un uso maturato in Francia (molto censurato dai puristi, ai tempi), calepino ha acquisito anche il significato di taccuino, di quaderno di appunti. Ed è proprio in questo senso che si sente più facilmente usare oggi, un senso invitato e tornito dalla delicatezza di questa parola - che ha pur sempre la forma di diminutivo -, tanto da comunicare chiaramente la cura e l'intimità che si associano alla compilazione di un quaderno di appunti.

Una parola di natali dotti, e che mantiene, nella sua tenerezza, un tono aulico.

Parola pubblicata il 16 Novembre 2014

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