Detrimento

de-tri-mén-to

Danno morale o materiale, pregiudizio, svantaggio

dal latino detrimentum, da deterere logorare.

Il detrimento non è un danno violento, non è uno schianto o un impatto: è un logorío, un'erosione.

Se dico che una certa decisione che ho preso va a detrimento della mia salute non vuol dire che domani sarò in una cassa sotto terra, ma che di mese in mese sentirò di stare peggio; se dico che affidare a un incapace un compito di responsabilità andrà a detrimento dell'azienda, non intendo dire che possiamo iniziare a chiamare gli avvocati per seguirne il fallimento, ma che questa scelta si farà sentire; e se dico che accogliere un endorsement controverso può andare a detrimento della nostra causa, intendo che potrebbe provocare smottamenti di consenso, non che dobbiamo trovarci una causa nuova.

Si tratta di uno svantaggio che matura nel tempo, che scava pazientemente: non a caso in latino il participio passato di deterere è detritus. Il detrimento è ciò che lascia dietro di sé detriti, un pregiudizio che gradualmente e senza strepiti mastica ciò che colpisce.

Parola pubblicata il 18 Luglio 2014

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