Esorcizzare

e-sor-ciz-zà-re (io e-sor.cìz-zo)

Liberare dal demonio o da uno spirito malvagio; allontanare, togliere potere

dal greco exorkismòs, derivato di exorkizein scongiurare, composto da ex fuori e òrkos giuramento.

Quella dell'esorcismo è una pratica che consiste nel liberare qualcuno da una possessione demoniaca. Per un gran numero di sistemi religiosi - cristiano in primis - esorcizzare, quindi, significa propriamente scacciare un'entità maligna.

Ora, si tratta di un'azione che non capita tutti i giorni di osservare o tantomeno di compiere - anzi, diciamo che la sua stessa consistenza è rimessa a una convinzione di fede. Però è un verbo che può essere usato proficuamente anche fuor di religione. L'esorcismo è un rito o un atto con cui si allontana o si toglie potere a un'entità negativa - e questa può essere intesa in senso lato, ricomprendendo le oscurità che prendono forma nell'animo umano, in particolare la paura. Ad esempio, si può tornare in un luogo d'infanzia per esorcizzare un brutto ricordo ad esso legato; un incubo esorcizza una paura che teniamo in cuore, come fa anche la coraggiosa ricerca di esperienze che la suscitino; e con l'autoironia si esorcizza un'insicurezza o un vizio.

Le parole che nascono dalla religione hanno una gravità poderosa; e così l'esorcismo che toglie potere alle ombre umane attinge a quell'immaginario che a queste dà corpo e personalità - e l'esorcizzare resta un'azione forte, luminosa e intrepida.

Parola pubblicata il 26 Dicembre 2015

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