Feticcio

fe-tìc-cio

Idolo, oggetto venerato; persona o cosa oggetto di venerazione fanatica

attraverso il francese fétiche, dal portoghese feitiço, che è dal latino facticius 'falso'.

L'etimologia di questa parola ci dà uno scorcio interessante delle politiche coloniali europee del Cinquecento.

Il primo significato di 'feticcio' è quello di idolo o amuleto venerato negli antichi culti africani - e a entrare per primi in più stretto contatto con questi culti furono i portoghesi. Infatti, dopo la scoperta dell'America, portoghesi e spagnoli - i più potenti sul mare - si trovarono subito in ovvio disaccordo su come dividersi la vastità del mondo. Nel 1493 intervenne Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, tracciando una raya, un meridiano: a ovest di questo si sarebbe trovato il dominio spagnolo, a est quello portoghese. L'anno successivo questa raya, col trattato di Tordesillas, fu spostata un po' più a ovest: al Portogallo sarebbero toccate l'Africa e il Brasile, alla Spagna tutto il resto dell'America. Sull'Asia restava qualche incertezza, e Inghilterra e Francia, schiarendosi la voce, si apprestavano comunque a fare le loro mosse.

I portoghesi descrissero gli idoli africani con un termine impietoso d'ascendenza latina, volto a significare la falsità del culto di questi oggetti. Oggi certamente il termine 'feticcio', antropologicamente inteso, ha perso tale carica negativa: serenamente parliamo dei feticci conservati dalla tribù, dei feticci esposti nel museo, dei feticci vudù (forse di questi un po' meno serenamente), senza che ce ne venga in mente la falsità. Ma riacquista un colore scuro nel significato estensivo di persona o cosa oggetto di fanatica adorazione: certi smartphone passano da strumenti a feticci, il pallone firmato viene venduto come prezioso feticcio, e per il sicuro successo della manifestazione vanno invitati molti feticci.

Una risorsa fine, spendibile e davvero importante: il materiale che viene venerato.

Parola pubblicata il 12 Maggio 2017

Commenti