Filantropo

fi-làn-tro-po

Benefattore

dal greco philàntropos, composto dal tema di filèo amare e ànthropos uomo. Propriamente, che ama l'umanità.

Il significato generico di questa parola, per come si trova riportato nei dizionari, si mostra tardo e impreciso nel descrivere chi il filantropo sia davvero. Infatti, nonostante in astratto il filantropo sia una persona generosa che aiuta il prossimo, a ben vedere vanno aggiunte le circostanze che si tratti di una persona molto ricca e generosa che aiuta il prossimo col suo patrimonio.

Per intendersi, quando faccio volontariato guidando le ambulanze o assistendo a domicilio i malati cronici, non sono un filantropo. Sono un filantropo se faccio una cena di gala per raccogliere fondi con cui comprare una nuova ambulanza o dare nuovi mezzi a chi assiste i malati a domicilio - o se allungo di tasca mia una ricca somma a questi fini.

Vero, il filantropo è una persona che fa moltissimo, per il prossimo - spesso più di quanto possa fare il singolo con il proprio solo corpo, il suo tempo e le sue energie. Il potere del denaro è grande. Ma quando leggiamo che il filantropo è chi aiuta concretamente il prossimo, è necessario aver contezza del tipo di figura positiva che è. E io sinceramente non so se mi renda migliore far scavare un pozzo a diecimila chilometri di distanza o portare i sacchi della spesa all'anziana vicina (specie se la spesa per il pozzo la deduco dalle tasse): sicuramente sono due 'fare del bene' entrambi concreti ma eterogenei.

Parola pubblicata il 09 Dicembre 2015

Commenti