Granitico

gra-nì-ti-co

Fatto di granito, che sembra granito; saldo, duro, incrollabile

da granito, derivato del latino granulum 'granulo'.

Sì, è un aggettivo di forza rara, ma per entrarci soffermiamoci a notare, ancora una volta, anche qui, una delle più pervasive ossessioni della lingua, del pensiero. Il grano.

Grani di frumento. Grani di sale. La grana diversa della carta vetrata o della sabbia. La definizione delle fotografie digitali - più o meno sgranate. Il grana padano. I grani di perle. La grana che si spende e si guadagna. Il granitico, così solido, parte dai grani della grana del granito. Grani che non sono sciolti come in un sacco di chicchi, ma compattati insieme nella famiglia regina delle rocce intrusive. Ed è stupefacente come la suggestione del grano si spinga fino a questi significati estremi.

Sono poche le rocce il cui nome è terra fertile per usi figurati; e il granito, in virtù della sua solidità pregiata, incrollabile, in odore di eternità, sviluppa (peraltro tardi, in italiano, nell'Ottocento) un aggettivo che abbraccia proprio queste qualità. Se parliamo di una convinzione granitica, parliamo di una convinzione pesante, che non si scalfisce; una certezza granitica non trema davanti all'attacco; e si sa che di una persona con tempra o morale granitica non si può intaccare l'integrità.

È una fama conquistata nei millenni, e anche se non capita spesso di poter saggiare di persona gli attributi del granito, questi restano un riferimento condiviso e pronto all'uso. Il granitico mostra una forza specifica: è complesso, e composto di grani, ma i suoi grani non sgranabili.

Parola pubblicata il 19 Dicembre 2018

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