Libagione

li-ba-gió-ne

Offerta sacrificale di una sostanza liquida; gran bevuta

dal latino libatio, derivato di libare.

La libagione è una delle offerte sacrificali più archetipiche, consuete e importanti conosciute dalle religioni del bacino mediterraneo, e in particolare da quelle dell'antichità classica.

L'idea era estremamente semplice: sul luogo sacro dedicato alla divinità o al defunto a cui si voleva volgere il sacrificio - un altare, una lapide - si versava un liquido prezioso. Vino, latte, olio, sangue: quale che fosse, una volta versato si intendeva offerto. Inoltre, spesso, il recipiente che lo conteneva veniva infranto, cosicché non potesse essere più usato per altri fini, né ricomposto.

Ironicamente la libagione è diventata l'abbondante bevuta di vino; oggi però questo significato ha un gusto letterario decisamente rétro, che difficilmente non riesce affettato.

Ma questo non vuol dire che questa parola si trovi sul viale del tramonto: si può parlare di libagione come di generica offerta, forti di un bel tono colto. Il paziente ringrazia il medico che lo ha curato recando ricche libagioni; gli ospiti migliori non si presentano mai a cena senza libagioni; e si può celebrare l'inaugurazione di una casa con utili libagioni.

Parola pubblicata il 23 Giugno 2014

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