Logomachia

lo-go-ma-chì-a

Disputa sull'uso o sul significato delle parole; discussione inconcludente

dal greco logomachìa, composto dagli elementi logo- parola e -machia battaglia.

Certe volte è necessario confrontarsi sull'uso o sul significato delle parole: ne va della reciproca comprensione. Ma può capitare che questo confronto diventi una vera disputa, uno scontro all'arma bianca. In questi casi si può parlare di logomachia: davanti alla necessità di una reazione 'adeguata', scatta la logomachia non sul metro con cui misurare l'adeguatezza, ma sul significato di 'adeguato' - e finisce a ceffoni; davanti all'uso di una parola straniera, ci si getta nella logomachia sulla sua ammissibilità - "ci sarebbero tanti sinonimi italiani", "ma indica una cosa così specifica"; e l'alta discussione filosofica può impantanarsi un una logomachia preliminare, con cui invano si tenta di dare un significato univoco a una parola, schifando ogni serena approssimazione.

Se condividere chiaramente l'attribuzione di un significato a una certa parola è condizione necessaria per la comunicazione, molte volte questo tipo di scontro può essere pretestuoso e bizantino - tanto che la logomachia diventa anche la discussione inconcludente tout-court. Inconcludente e sofistica, ma non per questo meno incandescente e aspra. Allora si può parlare degli interventi di due relatori che si perdono in logomachie fuori luogo, la risposta difensiva all'osservazione critica può condurre a una logomachia tanto articolata quanto vana, e il cameriere invita i due avventori a proseguire la loro logomachia fuori dal bar, che è ora di chiudere.

Una parola da tenere presente, perché si trovano logomachie ad ogni angolo.

Parola pubblicata il 07 Luglio 2015

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