Malapropismo

ma-la-pro-pì-smo

Scambio erroneo di una parola per un'altra, spesso comico

Dall’inglese malapropism ‘storpiatura di una parola’, dal nome di Mrs. Malaprop, personaggio della commedia “The Rivals” (1775) di R.B. Sheridan, che usava spesso una parola per un'altra - nome coniato a partire dal francese mal à propos 'a sproposito'.

Parola poco nota, ma splendida e utilissima.

Il malapropismo è una forma di paronimia, e consiste nello scambio erroneo di una parola con un'altra simile; talvolta nasconde la ricerca di un effetto comico, più spesso è semplicemente uno sproposito.

Questo termine scaturisce dal nome della protagonista di una commedia di Sheridan, risalente addirittura al 1775, Mrs. Malaprop, eponima dell'opera. Durante tutta la commedia, questa scambia parole simili, con dei facili risultati comici: pineapple per pinnacle (cioè 'ananas' per 'cima'), allegory per alligator ('allegoria' per 'alligatore') e via dicendo.

Questa parola ha il pregio di una grande precisione e di appartenere a un registro piuttosto alto - qualità che la dipartono dal generico 'strafalcione' o dalla 'papera' della televisione popolare. È un malapropismo classico quello dello studente che si scusa per il raptus invece che per il lapsus, come quello di chi non riesce a spiaccicare parola, la riforma pensionistica taglia fuori gli esondati, la conferenza è tenuta da un ottimo delatore, e il signore che incontriamo all'ospedale per il ketchup annuale ci racconta che non si è sposato ed è ancora celebre.

Fenomeno che, fuor di consapevole intento comico, nasce dalla scarsa padronanza di termini inconsueti - aulici, tecnici, stranieri - che si vogliono usare per parlare, paradossalmente, in maniera più precisa e appropriata.

Parola pubblicata il 16 Febbraio 2016

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