Oasi

ò-a-si

Zona di territorio desertico in cui è presente acqua, dove cresce vegetazione ed è possibile l'insediamento umano; luogo, momento circoscritto più gradevole del contesto

voce dotta, recuperata dal greco óasis, di origine egiziana, e giunta a noi attraverso il francese.

Questa parola arriva in italiano tardissimo, la sua italianizzazione dal francese è attestata solo negli anni '40 dell'Ottocento. Pare strano, perché di oasi ce ne sono sempre state.

Si tratta di luoghi che in particolare punteggiano il grande deserto del Sahara - e anzi, pare che 'oasi' fosse un toponimo specifico, il nome di un'oasi precisa (forse di due, forse una delle due è quella di Dakhla nel profondo entroterra egiziano). Dall'Egitto giunge in Grecia insieme a un vasto novero di suggestioni. Che luoghi siano le oasi lo sappiamo: zone circoscritte, fertili e ricche d'acqua che si aprono nell'arsura scheletrita del deserto, in cui prospera la vegetazione e l'uomo. E il suono della parola contribuisce a dipingerla: una pronuncia che pare spirata con le labbra riarse (con un occhio italiano leggero, perfino un mucchio di interiezioni: oh, ah, sì). Insomma, s'intende che c'è del sospirato, nell'oasi.

Il suo uso figurato è parimenti fertile ma si presta a un fraintendimento superficiale: l'oasi rimane un luogo, un momento, diciamo in genere una situazione più gradevole rispetto ai suoi dintorni spaziali o temporali; ma l'oasi, per quanto abbia un nucleo naturale e spontaneo, è in massima parte frutto di un lavoro meticoloso e indefesso per strappare artificialmente una bolla di vivibilità al deserto - corpose opere protettive, magistrale captazione delle acque, coltivazioni disposte in modo da sfruttare ogni fazzoletto d'ombra. La gradevole, migliore parentesi dell'oasi è conservata da uno sforzo diuturno, e costantemente minacciata d'essere inghiottita dal resto circostante. Abbiamo cura dell'oasi di pace in cui passiamo la pausa pranzo raccattando anche la spazzatura non nostra, l'ingresso all'oasi faunistica è regolato da norme severe, l'oasi di verde immersa nel cemento è difesa a spada tratta, e coltiviamo con attenzione affettuosa l'oasi di una compagnia che ci dà sollievo come ombra dal solleone.

Parola pubblicata il 01 Luglio 2018

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