Diuturno

diu-tùr-no

Che continua, che dura a lungo

dal latino diuturnus 'durevole', derivato di diu 'per lungo tempo'.

Non capita di incontrare spesso questa parola, ma ha una forza descrittiva rara - anche solo per il suo suono.

Si dice diuturno ciò che dura e continua per lungo tempo. Può essere diuturna la sorveglianza del testimone a rischio, può essere diuturno l'impegno per la riuscita di un'impresa, diuturno l'esercizio dell'atleta. È interessante cercare di capire in che cosa si differenzia rispetto ai suoi sinonimi. Il duraturo implica una resistenza spesso fisica, e infatti può essere duraturo anche un paio di scarpe; il continuo è generico, focalizzato sul presente e sull'assenza di interruzioni; l'incessante nega ma evoca la possibilità del cessare; il perpetuo delinea una lunghezza nel tempo sovrumana. Da queste comparazioni, vediamo che il diuturno descrive una durevolezza più morale che fisica, abbraccia passato presente e futuro senza mai dormire ma senza sconfinare nell'impossibile, con una grande serenità e sicurezza.

Non capita di incontrare spesso questa parola, e l'altezza del registro a cui appartiene non la rende facile da usare nel quotidiano. Ma ciò che significa è talmente preciso, e lo significa in maniera tanto efficace da renderla una parola da non trascurare.

Parola pubblicata il 16 Marzo 2016

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