Personaggio

per-so-nàg-gio

Persona importante; persona (anche animale) che è rappresentata o agisce in un'opera d'arte; persona che si distingue

dal francese personnage, derivato di personne, voce dotta ripresa dal latino persona 'maschera, individuo, ruolo', dall'etrusco phersu 'maschera'.

Questa parola è per certi versi misteriosa: abbraccia una varietà insolita di significati, che a ben vedere non è scontato che siano contigui, e ha un suffisso problematico perché, oltre a rivelarci che si tratta di un prestito dal francese, ci dice poco. È ancora più insolito (o forse no?) che la chiave per comprendere il personaggio riposi nell'uso più familiare, quasi gergale, che ne facciamo.

Al collega piace fare il personaggio. No, ma che bello, c'è anche lei?, è un personaggio! Oh, hai visto chi è passato?, che personaggio che è. In questi sensi 'personaggio' vale per persona che si distingue per un modo particolare di pensare, di agire, di mostrarsi — non solo stravagante. Non è necessariamente una persona importante, è una persona che però, in qualche maniera, rileva.

Quando prendiamo in prestito personnage dal francese siamo già a metà del Cinquecento, e sono almeno tre secoli che oltralpe circola. È naturalmente un derivato della persona latina, ma inizialmente senza riferimenti teatrali: emerge in un orizzonte ecclesiastico, descrivendo un ruolo di rilievo, un dignitario percettore di benefici — che appunto convergono sulla sua persona o per l'eccellenza del ruolo ricoperto.

Ciò che è certo è che il concetto di personaggio nasce sotto il segno del personaggio di rango, della personalità di spicco, di quella che accumula fama e notorietà per meriti e doti. Insomma, è un personaggio pubblico, come intendiamo ancora oggi. Ma già prima di passare in italiano il personnage aveva fatto (nel Quattrocento) l'importante passo verso la persona che agisce o è rappresentata nella finzione di un'opera d'arte: noi recepiamo già il pacchetto completo. Un pacchetto strano, perché ci sono dentro — peschiamo a caso — Oddone di Rigaud, teologo e arcivescovo di Rouen del XIII secolo che seguì re Luigi IX il santo nell'ottava crociata, lo strano tipo che ti chiede un passaggio, dice 'Ocio!' a ogni curva e ti ringrazia regalandoti lo schizzo a penna di un gatto su una cartolina, e ovviamente Sebastian, l'amichevole petulante granchio della Sirenetta.

Il personaggio è la persona, o l'animale più o meno antropomorfizzato, che appartiene a una storia. Una storia vera, pubblica, che resta nei manuali e decide il mondo, così come di rione, di paese, di piazza, di famiglia — o di finzione, con tutti gli infiniti intermedi sovrapposti immaginabili. Il personaggio si distingue perché scelto con un ruolo nel racconto, artistico e no. Un concetto profondo, ma semplice.

Parola pubblicata il 07 Novembre 2019

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