Pseudobiblion

Parole illustrate

pseu-do-bì-blion

Libro immaginario citato in una narrazione come reale

composto moderno del greco pseudo-, primo elemento che significa 'falso', e da biblíon 'libretto', diminutivo di bíblos 'libro'.

Siamo davanti a un termine piuttosto tecnico, di successo timido ma globale, e perciò entrato timidamente ma stabilmente nell'uso italiano nell'ultima ventina d'anni: infatti ancora non è recepito dai dizionari, ma è un termine così gradevolmente preciso che una volta conosciuto resta uno strumento irrinunciabile.

Si tratta di una formazione moderna, composta dal greco con l'elemento 'pseudo-', che significa 'falso', e 'biblíon', che significa 'libretto'. Pare che in questo senso questa parola sia stata impiegata per la prima volta, col seguente successo, dallo scrittore statunitense Lyon Sprague de Camp, in un articolo del '47 su questo tema: si tratta di un'opera letteraria solo immaginata, e citata in una narrazione letteraria o cinematografica come esistita, esistente, o prossima all'esistere. Descritto così può sembrare un elemento curioso, magari raro, uno stratagemma bizzarro dell'autore della narrazione, e invece di pseudobiblion (o 'pseudobiblia', come molti pluralizzano con precisione) se ne trovano a ogni piè sospinto: dal Necronomicon che ricorre nelle opere di Lovecraft (forse il più ossessivamente celebre) a Le Fiabe di Beda il Bardo del mondo di Harry Potter, da Padri e Figlie dell'omonimo film diretto da Muccino alla goliardica Biblioteca di San Vittore che troviamo nel Gargantua e Pantagruel di Rabelais (un'infilata di centocinquanta titoli alcuni già stampati altri in corso di stampa, fra cui l'Alamanacco perpetuo per gottosi e impestati, La caverna dei buzzoni e il raro Sui piselli al prosciutto cum commento), l'Enciclopedia Galattica del Ciclo della Fondazione di Asimov, la Bibbia Cattolica Orangista di quello di Dune di Herbert, e non parliamo di quelli usati da Borges, che spinge l'arte dello pseudobiblion ai suoi limiti superiori.

Questa parola ha uno smalto speciale: riconosce il trucco, ma lo chiama con un nome sufficientemente coperto da non sbugiardarlo, da non rompere l'incanto (virtù equilibrata del greco). Nota e dichiara il trucco del falso libretto (libretto perché solo immaginato), ma lo accoglie con discrezione: le parole sanno avere degli atteggiamenti. Ed è bello riconoscere come la lingua greca abbia ancora una così naturale attitudine alla diffusione globale, e come sia sempre la quercia sotto a cui i cinghiali tornano a cercar tartufi.

Parola pubblicata il 23 Luglio 2019

Parole illustrate - con Celina Elmi

Alcune delle più fascinose fra le nostre parole, con incastonate illustrazioni ammalianti di gusto liberty, gotico, preraffaellita. Dall'arte di Celina Elmi, artista professionista delle nostre terre.

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