Riconoscenza

ri-co-no-scèn-za

Sentimento di gratitudine, di apprezzamento per un beneficio ricevuto

derivato di riconoscente, participio presente di riconoscere, che è dal latino recognoscere.

Per riconoscere è necessario prima conoscere, questo è chiaro. Ogni giorno nel nostro daffare ci imbattiamo in centinaia di persone, ma non le riconosciamo poiché non le conosciamo. Figuriamoci, a volte non si riconosce nemmeno chi si conosce: riconoscere è prendere consapevolezza del familiare, di un profilo visto che combacia con uno noto. Su questa dinamica fiorisce la riconoscenza.

Possiamo avvicinarla subito alla gratitudine, ma l'essere grati taglia una posizione più emotiva e umile: la riconoscenza invece ha una forza squisitamente intellettuale, prima che sentimentale, e forse proprio per questo è più chiara e duratura. Conoscendo come si sono svolti certi fatti, quali sono gli equilibri di debito e di merito che si sono sviluppati e che coinvolgono gli attori, me compreso, insomma avendo in mente una certa storia con tutte le responsabilità e i valori che vi hanno partecipato, con tutti i ruoli definiti e noti, può emergere la riconoscenza. Conosco il bene, e qui lo riconosco.

E per quanto accompagnata da un forte senso di gratitudine che naturalmente porta a pronunciare un grazie dal basso profondo verso l'alto, la riconoscenza ha forse una sfumatura più paritaria sul piano della dignità, dell'idea. Mentre la gratitudine può essere cieca e scervellata, pura passione, la riconoscenza sembra richieda analisi e giudizio. Quasi complicità.

Io ti sono riconoscente per il sostegno che mi hai dato nel momento dell'incertezza, ti voglio esprimere la mia riconoscenza per avermi lodato in pubblico e ripreso in privato, e per l'alta riconoscenza del tuo sacrificio ti onoro molto oltre il mero pareggio. La riconoscenza implica una valutazione che non lascia molto spazio ai 'ma' - che invece seguono facilmente al 'te ne sono grato'. Non è una parola che scivola in un discorso: una volta che ci entra, lo struttura. Solo le parole più potenti lo fanno.

Parola pubblicata il 30 Marzo 2019

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