Complicità

com-pli-ci-tà

Partecipazione a un'azione illecita; connivenza; favore; intesa

derivato di complice, dal latino complex, che ha la stessa radice di plectere intrecciare e plicare piegare.

Il significato di questa parola si snoda in due sensi diversi, pur se strettamente collegati.

Il primo è quello, per così dire, criminale, che trova nel complice colui che partecipa all'azione riprovevole o la favorisce: direttamente o indirettamente, come agente o connivente, il complice intreccia la propria sorte alla commissione di un illecito. Questa figura si presta ad essere impiegata anche in contesti in cui il carattere riprovevole dell'azione è molto attenuato o assente, spesso con intenti scherzosi o poetici: la ragazza parte per una vacanza con il fidanzato mentre i genitori la credono partita con un'amica che, complice, regge la parte, e con la complicità delle tenebre ci si introduce nel giardino dell'amico per fargli una sorpresa.

Il secondo è quello sentimentale, che descrive la complicità come rapporto di intesa profonda, quasi segreta - pensiamo alla complicità fra sorelle, o fra compagni di squadra. Pur soffrendo un'inflazione dovuta ai film hollywoodiani e agli oroscopi, si tratta di un significato importante: la complicità disegna la relazione come un intreccio stretto, una comunione spontanea, che si può riflettere in battute esoteriche e in sguardi eloquenti, in un'armonia istintiva e naturale, nella lunga condivisione di progetti di vita.

Parola pubblicata il 25 Maggio 2014

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