Salasso

sa-làs-so

Sottrazione terapeutica di sangue; grossa spesa

da salassare, derivato dal latino sanguinem laxare fare scorrere il sangue.

Il salasso è stato per secoli un rimedio medico di grande successo: esso consisteva semplicemente nel sottrarre sangue al paziente, tramite l'incisione di vasi sanguigni o applicando sanguisughe. In Occidente tale pratica trova la sua radice nella teoria degli umori di Ippocrate, secondo cui la malattia era causata dallo squilibrio fra i quattro umori del corpo, cioè bile nera, bile gialla, flemma e sangue - e per curarla era necessario diminuire fisicamente la massa di questo o di quell'umore. Una volta che la teoria di Ippocrate fu tramontata, il salasso rimase un metodo tradizionale, e in assenza di terapie o profilassi più perspicaci lo si praticava abitualmente. Anche se col senno di poi ci pare chiaro che potesse essere controproducente.

Quella del salasso è un'immagine che continua ad avere una grossa presa sulla nostra cultura - e oggi questa parola vive soprattutto nel suo significato figurato di grosso esborso di denaro. Dire sangue intendendo denaro è una metafora scherzosa e comune. Posso quindi parlare dell'ultima bolletta, che è stata un salasso, del continuo salasso del pagarsi gli studi, della salassata del tagliando dell'automobile. Un tono famigliare - che ci fa pensare a che cosa le persone dicessero di questa pratica una volta che il medico se ne era andato.

Parola pubblicata il 17 Agosto 2014

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