Semente

Trent'anni di Slow Food

se-mén-te

Semi destinati alla semina

dal latino semens 'semente', derivato di semen 'seme'.

Qui meraviglia etimologica e curiosità d'uso si intrecciano in maniera gradevolissima, in una parola di importanza capitale.

La semente è il nome collettivo con cui si indica un insieme di semi destinato non al consumo alimentare, ma alla semina. "La semente" può suonare strano, ma è un termine che si comporta come, ad esempio, "la gente". Indica già una pluralità di elementi; ma ciò non toglie che possa essere usato il suo plurale, cioè "le sementi", quando si vogliano indicare più gruppi di semi. Quindi durante la raccolta il contadino mette da parte la semente per l'anno successivo, al mercato agricolo vengono scambiate le sementi, e si sparge la semente nel campo avendo cura di tener poi lontano gli uccelli.

E "la sementa"? È una parola diversa. Essa indica sia l'atto del seminare (i lavoratori si apprestano alla sementa), sia la semente stessa; figuratamente, può perfino passare a descrivere il concetto di causa, di origine.

L'etimologia di questa parola suscita stupore perché ci rivela che essa ha attraversato i millenni quasi invariata, nella forma e nel significato. Un fatto eloquente, che racconta quanto basilare e permanentemente fondamentale sia il concetto di semente - del seme volto a dare nuovi frutti.

Parola pubblicata il 01 Maggio 2016

Trent'anni di Slow Food - con Slow Food

Per festeggiare i trent'anni di attività in Italia di Slow food, un ciclo sulle parole con cui pronunciare il giusto valore del cibo, il rispetto di chi lo produce, l'armonia con ambiente ed ecosistemi, i saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali.

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