Soffondere

sof-fón-de-re (io sof-fón-do)

Coprire lievemente, cospargere, diffondere

dal latino suffùndere 'versare, far scorrere sotto, cospargere', composto di sub 'sotto' e fùndere 'versare'.

Questo meraviglioso verbo è decisamente trascurato: molti dizionari nemmeno lo annoverano, quelli che lo riportano di rado colgono la cifra del suo significato, e nell'uso è schiacciato dal suo participio passato, 'soffuso', statisticamente esaurito da espressioni stereotipate come 'luce soffusa'. Ma andiamo con ordine.

La composizione latina ci descrive il 'suffundere' come un 'versare sotto'. Un'azione di non immediata comprensione, ma molto eloquente. Infatti non è uno spargere evidente: la fonte è celata, l'azione è discreta - difficile da notare. E se l'azione del 'versare sotto' non resta nel soffondere italiano, ne permangono i caratteri.

Inebriati nel parco ci si domanda quale fioritura soffonda un così dolce profumo (è quel lauro là in fondo); la luce del tramonto soffonde nella stanza un colore ambrato che invita alla serenità; e al complimento le gote del bambino timido si soffondono di un tenue rossore.

Quanto è meno prosaica del 'diffondere'. Una parola delicata, uno strumento di precisione che conferisce ricercatezza, dolcezza e levità all'osservazione.

Parola pubblicata il 04 Aprile 2017

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