Soglio

sò-glio

Trono, autorità sovrana

dal latino solium 'trono, potere supremo', ma anche 'vasca, sarcofago', corradicale di sedere, passato attraverso un ipotetico sodium.

Sembra proprio che l'espressione "il soglio pontificio", con le sue variazioni sul tema, oggi assorba la quasi totalità degli usi di questa parola. Ma questo può essere un bene.

È vero che le parole che finiscono per essere usate solo in espressioni stereotipate sono cristallizzate e poco vitali; però è anche vero che vengono conservate, e non in dizionari silenziosi piene di ricchezze lontane dal cuore, ma proprio dentro il nostro orecchio - un punto a dir poco strategico. La parola è cristallizzata ma presente, nota, familiare. E colli di bottiglia semantici come questi possono essere il punto di partenza per una rivitalizzazione di significati più generali.

Il soglio (già dal latino solium) è letteralmente il trono, e per metonimia il potere di chi vi siede, l'autorità sovrana. C'è chi chiosa questa secca definizione aggiungendo che il soglio doveva indicare in origine un tipo specifico di trono, una seduta essenziale ma di pietra, con braccioli pieni e alto schienale a coprire solidamente i fianchi e la schiena del sedente, così da da scongiurare che manine rapide al coltello potessero vilmente attentare alla sua vita da dietro o dai lati. Quindi il soglio pontificio o petrino o simili descrive il papa e l'autorità papale. Ma avanti con la fantasia: ci si può interrogare su quale sarà il successore al soglio di un certo regno, dell'esperto che ormai siede indiscusso sul soglio di una certa disciplina, del soglio culinario della nonna, dell'amico così versato in moda che tutti si rivolgono al suo soglio.

Ed è in questo senso che torna bene si sia scavato il riferimento quasi esclusivo al soglio pontificio: per una questione d'immaginazione, che nella scelta delle parole è tutto. Il soglio fa subito immaginare l'autorità sovrana con manto e triregno, altissima, unica - perché di teste coronate ce ne sono a palate, di papa ce n'è solo uno (di solito).

È appena il caso di notare che 'soglio' è anche una variante desueta di 'soglia' (derivato del latino solea 'suola', vicino a solum 'suolo'), e che anche questo soglio sia usato volentierissimo a sproposito in riferimento a un 'soglio pontificio' nel senso strano di 'soglia pontificia', e infatti accade spesso si parli di persone che "hanno varcato il soglio pontificio" nel senso di diventare papa; ma non è un'ardita metafora, è un tentativo di ricercatezza finito male.

Infine, e senza che sia peregrino come può parere, va ricordato che il soglio era anche un'antica unità di misura del volume in uso a Modena e a Mantova: il latino solium significava anche vasca, tinozza, e in effetti questi sogli corrispondevano alle capacità di certi mastelli. Che c'entra la vasca con il trono? E anche con il sarcofago, significato ulteriore del solium? La radice è la stessa di sedere, e vasche, sarcofaghi e troni sono elementi scavati o plasmati sulla figura umana posata.

Parola pubblicata il 14 Aprile 2019

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