Spicinio

spi-ci-nì-o

Sbriciolamento; rovina, massacro; spreco

da spicinare, probabilmente derivato di piccino.

Siamo davanti a un toscanismo piuttosto marcato e di registro famigliare, che ha il pregio di trarre la sua gagliarda forza descrittiva da un'immagine semplicissima. È infatti probabilmente un derivato di 'piccino', vezzeggiativo di 'piccolo': lo spicinìo è quindi innanzitutto l'atto del ridurre in piccoli pezzi. Ad esempio, può fare uno spicinio chi serva maldestramente la torta, e per terra ci sarà uno spicinio dopo che abbiamo fatto cascare dal tavolo la costruzione di Lego. Ma i significati di questo sostantivo possono essere molto estesi.

La riduzione in piccoli pezzi evoca ovviamente rovina, distruzione: si accorre alla casa di campagna dopo il fortunale e si trova uno spicinio, e lungo la strada che facciamo ogni giorno un incidente ha causato uno spicinio. Con un passo figurato ulteriore, diventa il massacro: tienimi fermo, altrimenti qui faccio uno spicinio. Infine, con un'altra logica evoluzione, lo spicinio passa a significare lo spreco, la dilapidazione di un patrimonio: dell'eredità del nonno hanno fatto uno spicinio, e quella non è una festa, è uno spicinio.

Fuori dalla Toscana rimane un termine piuttosto ricercato, ma è la prova linguistica vivente di come i concetti più essenziali abbiano una fertilità semantica davvero fuori dal comune.

Parola pubblicata il 21 Maggio 2016

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