Suggere

sùg-ge-re (io sùg-go)

Succhiare, sorbire

dal latino sùgere 'succhiare'.

Parola rara, di registro letterario. Eppure vivace e decisamente utile - anche per le possibilità ironiche che dischiude.

Infatti il succhiare è spesso rumoroso e prosaico, mentre uno sforzo di ricercatezza può descrivere in maniera più calzante e delicata la medesima azione. Quando l'insetto sugge il nettare dal fiore è ben diverso dal ragazzo che succhia la bibita da una cannuccia crepitante; quando ci viene offerta la prima spremuta d'arancia della stagione la suggiamo, e con una certa goduta solennità; e figuratamente si sugge ogni nota della composizione a lungo attesa.

È un succhiare, un sorbire, in cui le labbra - della bocca o della mente - conoscono e si appropriano di un gusto, di un'esperienza, con un bel coinvolgimento. Insomma, è un verbo poetico che però è un peccato lasciare solo alla poesia.

Va comunque notato che 'succhiare', 'suggere', 'succo' e 'sugo' condividono con tutta probabilità una comune, antichissima radice indoeuropea.

Parola pubblicata il 20 Maggio 2017

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