Tot

tòt

Tanti, tante (nel senso di una quantità imprecisata); tale; un tanto, una certa quantità

voce latina, col significato di 'tanti', di origine indoeuropea.

Il recupero di termini latini per dare nuova polpa all'italiano non è solo un affare medievale e rinascimentale: prosegue fino ai giorni nostri (più o meno). Ad esempio, 'tot' è proprio un latinismo che è invalso nell'uso italiano da un centinaio di anni — e probabilmente il veicolo è stato il gergo del diritto (che da sempre col latino ha un rapporto molto appassionato).

Il significato che inizialmente prende ricalca quello originale: siamo davanti a un aggettivo indefinito, che ci parla di un 'tanti' o 'tante' di cui non specifica la quantità: devo iniziare a pensare al menu per quelle tot persone che verranno alla festa, quei tot voti che la tua proposta ha preso sono il segno di un certo consenso, e lei tutte le mattine col sole o la pioggia parte con la bici, si fa tot chilometri, e torna tutta contenta. Un'indefinitezza che può variabilmente alludere a quantità nutrite o esigue.

Poi, oltre che aggettivo diventa anche pronome indefinito, in un passaggio molto naturale: ricordati che ti devo ancora un tot, dobbiamo fare i conti, tu paghi un tot al mese e al resto pensano loro, se te ne avanza un tot tienimelo da parte. È accaduto però qualcosa di buffo.

Questo 'tot', con tutta la sua paludata dignità latina, essendo rapido e incisivo si è conquistato una diffusione sufficientemente ampia da poter essere travisato. Non serenamente, perché a metà secolo già si bacchettava l'uso improprio, ma in maniera netta: 'tot' ha trasceso il riferimento a una quantità indefinita per abbracciare l'indeterminazione di qualunque sostantivo (singolare), come fa anche il 'tale'. Metti che io abbia la tot merce e la voglia vendere, tu mi puoi aiutare con la distribuzione?, mi chiedi; io e te stabiliamo fin d'ora che il giorno tot in cui ci vediamo facciamo quella telefonata insieme; e l'amico di mondo ti spiega che se l'ospite arriva col vino tot, tu devi mettere in tavola i bicchieri giusti.

In quest'uso non è un gran che. Il legame con la quantità è molto forte, nel tot, e questo travisamento lo lascia incerto e deboluccio — per quanto sia diffuso. Anche le parole conoscono i piccoli rovesci del successo, e più diventano accessibili più cambiano anche in maniera impropria. Fermo restando che altri punti e suggestioni di questo termine restano di una stabilità notevole: il tot si riferisce volentieri a una somma di denaro — e questo era vero quando c'erano i sesterzi ed è rimasto vero in questo secolo di uso in italiano.

Parola pubblicata il 30 Novembre 2019

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