Colombo

co-lóm-bo

Significato Nome comune della famiglia dei Columbidi, e in particolare della specie Columba livia (domestica e selvatica)

Etimologia dal latino columbum, di origine indoeuropea.

A logica si direbbe che la colomba sia la femmina del colombo, come la gatta del gatto. In effetti entrambi i nomi si riferiscono di solito alla stessa specie (la Columba livia), come anche il sinonimo “piccione”, che in origine indicava gli esemplari più giovani.

Ciò che distingue le due parole, però, non è il sesso: è il colore. I colombi, che possono essere domestici o selvatici, sono grigi; le colombe invece sono di colore bianco, raro in natura e selezionato appositamente dagli allevatori. Tanto basta per dare ai due una connotazione tutta diversa.

In genere i colombi/piccioni sono guardati con disgusto, mentre le colombe simboleggiano purezza e pace; dalla colomba di Noè, che porta un ramoscello dalle terre appena emerse, allo Spirito Santo che appare in forma di colomba (da cui anche il tipico dolce pasquale).

Eppure le candide colombe sono capaci di una violenza molto più accanita di quella dei lupi: quando entrano in conflitto tra loro non accettano la resa dell’avversario, ma se possono lo massacrano a morte. Ciò si deve, secondo l’etologo Lorenz, al fatto che in natura i colombi tendono a volarsene via dai conflitti, perciò non hanno sviluppato meccanismi inibitori dell’aggressività.

Dall’altro lato, se è vero che i piccioni grigi oggi svolgono spesso il ruolo di animali infestanti, pure condividono con le colombe un passato illustre: furono tra i primi uccelli addomesticati, insieme a oche e galline, e per millenni svolsero un ruolo fondamentale in campo alimentare… e non solo.

Innumerevoli messaggi sono stati trasportati dai piccioni viaggiatori, perfino durante le guerre mondiali. Famoso è il caso di “Cher ami”: un piccione (anzi, una picciona) che, pur crivellato di proiettili, riuscì a consegnare il suo messaggio, salvando 200 soldati americani e venendo poi decorato con la croce di guerra.

Non a caso in inglese pigeonhole, piccionaia, indica oggi quei piccoli scompartimenti – ciascuno dei quali è assegnato a una persona specifica – che si trovano in uffici, scuole o altri luoghi pubblici e nei quali si possono lasciare dei messaggi. Da qui anche il verbo to pigeonhole, ossia incasellare (qualcosa o qualcuno).

Noi italiani, invece, amiamo definire scherzosamente “piccionaia” la parte più alta di un edificio; né questo è l’unico lascito metaforico dei simpatici uccelli. Gli innamorati tubano come colombi, e pertanto sono detti “picciocini”. E se si ottiene un risultato doppio con un’unica azione si “prendono due piccioni con una fava”.

Anche i nomi propri ispirati a questi volatili si sprecano, da Giona (“colomba” in ebraico) a Paloma (in spagnolo), passando per l’italiano Colombina (storica fidanzata di Arlecchino). Colombo, poi, è tra i cognomi italiani più diffusi, anche perché per anni venne imposto ai bimbi abbandonati presso l’Ospedale Maggiore di Milano (il cui stemma raffigurava una colomba). E la fama del cognome si è estesa per tutto il globo, grazie al celebre Cristoforo che lo portò.

Da lui, peraltro, deriva anche l’espressione “uovo di Colombo”, che definisce una soluzione semplice a un problema apparentemente impossibile (e del resto chi meglio di un Colombo potrebbe intendersi di uova?). Si narra infatti che l’esploratore sfidò un giorno i suoi commensali a far star dritto un uovo sul tavolo. Tutti provarono invano, finché Colombo ammaccò l’uovo con un colpetto, riuscendo così ad appoggiarlo senza problemi. E quando gli altri protestarono: “Questo avremmo potuto farlo tutti”, rispose: “Sì, ma io l’ho fatto!”

Parola pubblicata il 06 Novembre 2023

Parole bestiali - con Lucia e Andrea Masetti

Un lunedì su due, un viaggio nell'arcipelago dei nomi degli animali, in quello che significano per noi, nel modo in cui abitano la nostra vita e la nostra immaginazione.