Ebraico

Parole semitiche

e–brài–co

Significato Che è proprio della religione, della cultura o del popolo degli ebrei, lingua del popolo ebraico.

Etimologia Attraverso il latino hebreus e il greco hebraiòs, dall’aramaico 'ebhrai, che corrisponde all’ebraico 'ibhri, letteralmente ‘che viene dall’altra parte (del fiume)’. Tradizionalmente, però, si fa risalire la parola ‘ebreo’ ad uno dei patriarchi postdiluviani, Eber.

È fin troppo facile trovare, scritti in giro per internet, sfondoni quali ‘questa parola viene dall’ebreo’, o ‘sono una famiglia di ebraici’ (sic!). Ebraico ed ebreo sono due parole che necessitano dei debiti distinguo per essere usate correttamente.

Partiamo dall’etimologia: ci dà sempre un quadro che sa rimanere impresso nella memoria forse più di altre cose. Se la tradizione vuole che ‘ebreo’ ed ‘ebraico’ derivino da un patriarca postdiluviano di nome Eber, studi linguistici hanno presentato un’ipotesi diversa: ‘ebreo’ ed ‘ebraico’ hanno viaggiato attraverso il latino e il greco, ma provengono in realtà dall’ebraico (ma guarda un po’) 'ibhri. Questa parola ha una radice formata dalle lettere ayin, bet e resh. Il significato associato al verbo risultante è ‘attraversare’, ‘andare oltre’, ‘passare attraverso’. Ma attraverso cosa?

Per capirlo dobbiamo tuffarci nella Genesi, quando, dopo una sfilza di nomi e un rendiconto di tutti gli anni vissuti da tutti i discendenti di Adamo (tra cui anche Eber), arriviamo a fare la conoscenza di Abramo, che viveva ad Ur, una città mesopotamica, situata vicino alla foce dell’Eufrate. Il Signore, secondo la Bibbia, gli parlò e gli comandò di prendere la famiglia e di partire. Arrivato nella terra di Canaan, il Signore gli disse che quelle lande sarebbero state sue e dei suoi discendenti.

Dopo alcune vicissitudini, si arriva al punto (Gen. 14, 13) in cui Abramo è per la prima volta definito ‘ebreo’. Ebbene, è possibile, secondo alcuni studiosi, affermare che Abramo sia il primo ad essere chiamato ebreo perché attraversò il fiume Eufrate per andare dapprima verso Carran, e poi nella terra di Canaan. Vi sono delle tesi secondo cui il verbo trilittero può anche significare il ‘provenire dalla parte opposta’, e quindi ‘essere straniero’ (amarissima ironia della storia del popolo ebraico).

Ora, se ebreo, ebraico, ebraismo e compagnia derivino dal quattrocentotrentenne Eber o da Abramo l’oriundo al di là dell’Eufrate, noi non lo sapremo mai. Ma possiamo comunque chiarire un po’ i concetti: in primo luogo ‘ebreo’ è sia un aggettivo che un sostantivo, e designa qualcuno che appartenga a questo specifico popolo, e in particolare alla comunità che condivide la fede monoteista chiamata, appunto, ebraismo (una scienziata ebrea, uno scrittore ebreo).

‘Ebraico’ può essere un nome, e in tal caso designa la lingua parlata in Israele o la sua antenata, ma anche un aggettivo, e in quanto tale lo si attribuisce a nomi di cose che sono tipiche, appartenenti o proprie della cultura, religione e storia degli ebrei (la fede ebraica, l’umorismo ebraico, le feste ebraiche, i ristoranti ebraici).

In ultimo vale la pena segnalare che, qualche volta, troviamo usati come sinonimi di ebraismo, ebraico ed ebreo rispettivamente i termini giudaismo, israelitico ed israelita. Va tenuto presente che in realtà nessuna di queste parole è un sinonimo perfetto delle altre: come qui abbiamo potuto apprezzare per ‘ebreo’ ed ‘ebraico’, ognuna di esse ha il suo carico di simboli e di significati, la sua storia ricchissima, che fa risaltare in maniera diversa sfumature e riflessi.

Parola pubblicata il 07 Maggio 2021

Parole semitiche - con Maria Costanza Boldrini

Parole arabe, parole ebraiche, giunte in italiano dalle vie del commercio, della convivenza e delle tradizioni religiose. Con Maria Costanza Boldrini, dottoressa in lingue, un venerdì su due esploreremo termini di ascendenza mediorientale, originari del ceppo semitico.