Sinuoso
si-nu-ó-so
Significato Che si svolge per curve morbide e continue; per estensione, dalle forme tornite e flessuose; in senso figurato, contorto o subdolo
Etimologia dal latino sinuosus ‘pieno di curve, di insenature’, derivato di sinus ‘piega, cavità; seno’, che indicava dapprima la piega del mantello, poi il seno del corpo e l’insenatura del mare; in italiano dal primo Cinquecento.
Parola pubblicata il 04 Luglio 2026

Pensiamo a quando si guida in montagna: ci sono strade che tagliano dritta, viadotti, gallerie, e strade che assecondano il fianco del monte, curva dopo curva. La prima specie ha più chiaramente in nuce la destinazione (in nuce in latino significa 'in noce', e quindi 'allo stato germinale', è un'espressione che trovo molto bella); la seconda, oltre ad accompagnare, si accompagna lungo le forme della costa montuosa. È sinuosa — e dentro quella parola si annida qualcosa di inatteso.
Sinuoso descrive ciò che si svolge per curve morbide e continue: una linea, un percorso, un profilo. La curva non è una rottura né un capriccio: è un assecondare pieno di grazia. Per questo l'aggettivo scivola dal paesaggio al corpo — un fianco, un'andatura sinuosa — e da lì, con un velo di malizia, al carattere: un ragionamento sinuoso, un modo di fare sinuoso, che gira e non arriva mai dritto al punto. È, in fondo, una parola elegante, di buona famiglia letteraria ma spendibilissima, che sa lodare e... insinuare con lo stesso movimento. Peraltro, rispetto all'insinuante, il risultato è più discreto, non altrettanto smaccatamente accusatorio.
L'inatteso è nell'immagine originaria; sinuoso viene dal latino sinus, e sinus era la piega: l'incavo del mantello in cui si annidava la mano, si custodiva una lettera. Da lì, per somiglianza, è diventato il seno — il petto, il grembo che accoglie — e poi il seno del mare, il golfo, l'insenatura in cui la costa rientra ad abbracciare l'acqua. (Sì, è lo stesso seno della trigonometria, ma c'entra in mezzo un errore di traduzione di Gherardo da Cremona). Sinuoso, alla lettera, vale dunque 'pieno di seni', di rientranze... accoglienti. Persino il timbro pare assecondarlo: tutto sibilanti, nasali e vocali scure, sinuoso scivola in bocca morbido e senza fermarsi.
Sono caratteri che diventano molto evidenti se contempliamo un termine che non parrebbe troppo lontano, ma lo è: il tortuoso. Il tortuoso è faticosamente curvo, il suo è un intrico in cui ci si perde; il sinuoso è la curva che riposa, che invita a seguirla. Lo sa il meandro del fiume, che disegna larghi seni nella pianura (anche se in usi figurati un po' abusivi diventa labirintico). Ma di modi di non essere o andare dritti ne abbiamo molti.
Più in là stanno il serpentino, che porta con sé l'ombra del serpente e dunque un soffio d'insidia; il flessuoso, teso nello slancio elastico di uno stelo o di una schiena; e l'ondulato, che ripete l'onda con regolarità, mentre il sinuoso resta più libero, più imprevedibile.
Posso parlare della melodia sinuosa di un sassofono a notte fonda; del filo di fumo sinuoso che sale dal braciere nell'aria ferma; e delle allusioni sinuose di chi cerca di attrarti.
Un'eleganza meravigliosa, di movimento e di concetto, trionfo del meno dritto e del meno breve.