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Ubbia

15 Gennaio 2016

ub-bì-a

SignPregiudizio infondato, superstizione

etimo incerto.

Parola antica, aulica, ed eccezionalmente utile. L'ubbìa consiste in un preconcetto completamente infondato, talvolta una superstizione, che ingenera timore, diffidenza, avversione. L'etimologia di questo termine resta un mistero: alcuni studiosi hanno suggerito una derivazione latina da oblivia, cioè 'cose cadute nell'oblio', altri da lubido 'capriccio' - ma sono ipotesi poco attendibili. Ciò che è certo è che le prime attestazioni di 'ubbìa' sono vecchie più di sei secoli. Allora dove...

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Ubertoso

19 Maggio 2012

u-ber-tó-so

SignFertile - specialmente riferito al terreno

dal latino: uber fertile, ma anche mammella.

Le poppe sono una figura archetipica della mente, e quindi, della lingua. Nelle loro rotondità vengono proiettate la fertilità della donna, la vita della prole, e per estensione la generosità della terra, dalla cui fertilità dipende la vita umana. Una terra ubertosa è quella terra bella nera, grassa, umida, coesa in zolle sode, brulicante di vita sotterranea, da cui si estroflettono spighe ricche, piante alte dalle larghe foglie, odorose, con frutti turgidi, sonori, saporosi. L'ubertà è...

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Ubiquità

22 Ottobre 2015

u-bi-qui-tà

SignOnnipresenza; facoltà soprannaturale di trovarsi in più luoghi contemporaneamente

dal latino medievale ubiquitas, derivato del latino ubique 'in ogni luogo'.

La locuzione "avere il dono dell'ubiquità" quasi esaurisce statisticamente l'uso di questa parola. Ma è versatile, ed è un peccato che sia imprigionata in locuzioni stereotipate. L'ubiquità, propriamente, è l'onnipresenza: in questo senso si può parlare dell'ubiquità di Dio, o dell'ubiquità di piante o animali che sono presenti (quasi) su tutto il globo - come gramigna, mosche, topi e umani (che crema...!). Questo dovrebbe essere il senso principale. Ma più comunemente questa parola si...

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Ubriaco

17 Dicembre 2010

u-brià-co

SignChi sia in condizioni di etilismo acuto; esaltato & annebbiato

dal latino: ebriacus ubriaco. Composto di ebrius ebbro, di etimo incerto ma sicuramente opposto a sobrius sobrio, e del suffisso, -acum che si trova anche in meracum non mescolato, da merum (vino) puro.

Troppe delle persone che si ubriacano lo fanno appena hanno il giorno dopo libero, bevendo vino da tavola scadente o sciacquatura di piatti iperalcolica etichettata come rum, perlopiù per annichilire (per un tempo apprezzabile) una coscienza che grida che la vita che vivi non è quella che vuoi. E dall'alto si risponde al fenomeno con una condanna generale, lontana e fertile come una raccomandazione papale. Baudelaire scriveva "Ubriacatevi; ubriacatevi senza smettere! Di vino, di poesia o di...

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Ubuntu

01 Gennaio 2014

u-bùn-tu

SignNella filosofia dell'Africa sub-Sahariana, credenza in un legame di condivisione che unisce tutta l'umanità

voce bantu, traducibile letteralmente con "umanità", composta dalla radice -ntu umano e dal prefisso dei nomi astratti ubu-.

Questo termine non giunge alle nostre orecchie solo perché è stato mutuato come nome per un sistema operativo di successo; lo abbiamo sentito nei discorsi di Mandela, del vescovo Tutu, ed è uno dei concetti fondanti di quel movimento di rinascimento che vuole far fiorire il continente africano al di sopra delle difficoltà attuali. Come ogni concetto nato in una cultura diversa e lontana dalla nostra, non è di facile traduzione: se letteralmente significa "umanità", in pratica il significato...

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Uccellare

31 Dicembre 2010

uc-cel-là-re

SignCatturare uccelli con trappole (senza sparare); ingannare, raggirare

da uccello, a sua volta dal latino: avicellus diminutivo di avis uccello, confrontabile col sanscrito vis uccello ma anche cielo, regione dei venti.

Uccellare qualcuno non significa tessere una trama complessa e raffinata per ingannarne il fine intelletto: è più simile al tendere una trappola rozza all'allocco di turno, a qualcuno che per disattenzione o idiosincrasia dimostra la furbizia di un piccione e l'acume di una quaglia. Se ti fai fregare al gioco delle tre carte puntando tutti i tuoi soldi, sei stato uccellato; se tributi il tuo voto a un candidato che ti promette ponti d'oro, ahinoi sei stato uccellato; se compri un iPad su...

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Ucronia

19 Maggio 2014

u-cro-nì-a

SignEsperimento mentale con cui si ipotizzano esiti storici diversi da quelli che realmente si sono verificati

dal francese uchronie, neologismo del filosofo Charles Renouvier, coniato nel 1876, sul modello della parola "utopia", a partire dal greco chronos tempo.

E se Hitler avesse vinto la Guerra? E se Alessandro Magno si fosse mosso alla conquista dell'Occidente? Queste sono due fra le più classiche ipotesi ucroniche. Infatti per ucronia si intende un esperimento mentale - che ha acquisito la dignità di genere narrativo - volto a sostituire certi decorsi storici reali con ipotesi alternative. In altri termini, l'ucronia si basa sulla domanda fondamentale: e se le cose fossero andate diversamente? Notiamo che comunque ci si riferisce quasi sempre a...

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Uffa

14 Aprile 2012

ùf-fa

SignInteriezione che esprime fastidio, impazienza

onomatopea, ricalca lo sbuffo.

È una parola tanto dolce: nella sua naturalità racconta tutto il disappunto di una generica situazione di disagio in cui verrebbe da sbuffare. Pare quasi infantile, e la tenerezza del suo suono rafforza questa percezione, ma nella sua immediata schiettezza resta insostituibile - trasformando in parola il sospiro trattenuto a gote piene. Uffa, che caldo; uffa, devo andare io a buttare l'immondizia; uffa, qualcuno ha già mangiato l'ultima fetta di sacher.

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Uggia

07 Gennaio 2012

ùg-gia

SignNoia, fastidio

incerto; forse dal latino: odia odii, o forse da udus bagnato, ombroso - da cui il primitivo significato proprio di ombra. Forse derivante dalla radice di ur bruciare, passata in ugg o forse una commistione delle diverse ipotesi.

Parola splendida, che rappresenta un sentire molto comune: è uno stato più leggero della noia, che ti assalta nei pomeriggi piovosi, di diffusa svogliatezza e insofferenza, che all'indolenza della noia aggiunge un vago malumore, un senso di malessere sottile e pungente. Così si avrà in uggia qualcuno che si ha difficoltà a sopportare per via di un generale senso di fastidio che si prova in sua presenza; sarà uggiosa una domenica di febbraio in cui il maltempo ti tiene in casa da solo senza...

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Ukase

05 Luglio 2014

u-kà-se

SignDecreto dello zar; ordine perentorio

dal russo ukaz imposizione.

Usare questa parola vuol dire attingere al poderoso immaginario legato all'antico potere zarista. Infatti essa non denota un concetto stravagante: è ciò che evoca a renderla speciale. L'ukase, in Russia, indicava sia l'ordinanza del senato, sia il decreto religioso di un patriarca, sia l'ordine diretto dello zar. Ed è proprio quest'ultimo tipo di ukase ad aver fatto presa sulle lingue straniere. Impiegare questa parola trasmette la dimensione di un potere indiscutibile, sconfinato, assoluto...

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