Eteroclito

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e-te-rò-cli-to

SignIn grammatica, di verbi, sostantivi e aggettivi che si flettono con più temi o radici; irregolare; stravagante

dal greco eteroklitos, composto di etero- diverso e dal tema di klinein declinare.

Il fenomeno linguistico dell'eteroclisìa è suggestivo: noto anche come "suppletivismo", consiste nell'alternanza, all'interno di un paradigma verbale o nominale, di forme riconducibili a temi o radici diverse. Classicamente, è il caso del verbo "andare" (egli va, noi andiamo) o del verbo essere (io sono, io fui). Senza scendere più nel particolare - dato che il discorso si farebbe decisamente complesso - rileviamo subito che l'eteroclito è quindi anomalo, irregolare, e può avere questi significati anche fuor di linguistica. Ad esempio una ricerca può essere criticata per i contesti eterocliti in cui viene svolta, e data l'importanza di un certo procedimento si potranno clandestinamente ammettere documenti eterocliti.

Con un naturale passo successivo, l'eteroclito diventa lo stravagante, il bizzarro: per trovare una soluzione al problema inaspettato c'è bisogno di una mente eteroclita, gli elementi eterocliti di un'architettura ne possono costituire la meraviglia, e quando l'auto ci tradisce, il passaggio offerto da un tizio eteroclito può salvarci la giornata.

Certamente si tratta di una parola di registro alto, che non sempre si rivela comprensibile; anzi spesso viene usata impropriamente come sinonimo di "eterogeneo". Ma la grazia dell'indicare l'anomalo attraverso l'immagine di un'inclinazione diversa è straordinaria.

Parola pubblicata il 10 Giugno 2014

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