Invidia

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in-vì-dia

SignSentimento di astio verso i beni, i pregi e le fortune altrui; ammirazione

dal latino invidia, derivato di invidere, composto da in negativo e videre guardare. Guardare male.

La semplice etimologia di questa parola è vertiginosa. Infatti tanto consueto è il sentimento dell'invidia da essere scorto e descritto nell'azione archetipica del guardare male, con sguardo bieco.

L'invida altro non è che che un senso di astio e di rancore che si prova rispetto a qualità, proprietà e fortune godute da un'altra persona. Una definizione facile; meno facile è seguirne le ragioni, che sono un annodato intreccio di orgoglio e desiderio. Va notato che però, nell'uso comune, si tende spesso a conferire leggerezza a questo sentimento - come è giusto che sia: si può essere indulgenti verso fenomeni tanto universali. Così si parla della ragazza bella da fare invidia, dei successi del tale che sono l'invidia di ogni imprenditore, e della dedizione dell'atleta che è degna d'invidia.

Una bella declinazione, che unisce tutta la serietà di quello che storicamente è un vizio capitale a una visione disinvolta delle naturali tensioni fra persone.

Parola pubblicata il 02 Febbraio 2015

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