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Leader

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lìder

SignCapo, guida di un partito o di uno schieramento politico; esponente principale di un gruppo, movimento culturale, ecc. Nello sport, concorrente che è al primo posto in classifica durante un campionato o una gara o il cavallo che è in testa in una corsa. Usato anche come aggettivo, di solito per definire qualcosa all'avanguardia in un determinato settore

voce inglese, dal verbo to lead, 'guidare', 'condurre'.

Chiunque segua un servizio giornalistico o un programma di approfondimento in cui si parli di attualità politica noterà che in questo contesto sono numerosi, oggi, gli anglicismi utilizzati, spesso e volentieri termini specialistici anche mutuati da altri settori (principalmente quello economico) per dimostrare una certa competenza in materia. Ma la parola leader presenta aspetti che la differenziano dalla maggior parte di questi tecnicismi. Innanzitutto, la data: il leader che indica il capo di un partito viene mutuato dalla lingua inglese nel 1834, assieme ad altri, numerosi prestiti, adattati e non, che vengono importati, direttamente o tramite la mediazione del francese, dalla patria della democrazia rappresentativa. In un periodo ricco di stravolgimenti dal punto di vista sociopolitico, in cui fette sempre più ampie della società iniziano ad appropriarsi dei propri diritti di cittadini, anche la percezione e la gestione della cosa pubblica cambiano, e la diffusione del vocabolo inglese ne è una delle numerose dimostrazioni.

E qui arriviamo alla seconda, importante differenza che contraddistingue la nostra parola: non ci troviamo di fronte ad un termine tecnico, tutt'altro. Il leader è in qualche modo l’evoluzione del capo, in un momento in cui guidare un partito, un governo o una formazione politica è sempre meno prendere ed imporre decisioni unilaterali dall'interno dei palazzi e sempre più essere capaci di trascinare le masse, il cui consenso diventa imprescindibile per ottenere il potere. Siamo quindi ben lontani dal freddo, asettico mondo del linguaggio settoriale e andiamo dritti verso i sentimenti che un leader dev'essere in grado di suscitare per conquistare sostenitori: la sua guida (termine che traduce l’anglismo fedelmente) dev'essere rassicurante e guadagnare fiducia attraverso tutta una serie di doti che sono ritenute fondamentali per questa figura, dalle abilità comunicative alle capacità decisionali, dal prestigio al grande carisma. Un tragico apice fu raggiunto dai capi dei grandi regimi totalitari del Ventesimo secolo, la cui leadership, come noto, fu portata fino alle estreme conseguenze, e la loro incarnazione di leader si ritrova anche negli appellativi che li hanno contraddistinti, con Führer e Duce che significano, letteralmente, proprio guida, condottiero. Oggi leader conserva, a differenza di questi corrispettivi, un’accezione estremamente positiva, con riscontri negli ambiti più vari (oltre alla politica, ricordiamo lo sport, l’economia e il mondo del lavoro, la cultura e lo spettacolo, la psicologia) e tanti derivati quali leadership, leaderboard e leaderismo a confermare la sua solidissima presenza nel nostro lessico.

Con Eleonora Mamusa, linguista e lessicografa, a venerdì alterni sviscereremo un nuovo anglicismo.

Parola pubblicata il 30 Agosto 2019

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