Menagramo

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me-na-grà-mo

SignChe porta sfortuna, iettatore

voce lombarda, composto di menare e gramo 'portare male'.

Nel quadro della superstizione nazionale, il menagramo e lo iettatore sono due importanti colleghi, il primo del nord, il secondo del sud. Entrambi portano sfortuna, ma si presentano in vesti un po' diverse: mentre lo iettatore, più seriamente, si porta dietro l'immagine forte di un gettare la sfortuna col malocchio (per quanto non sempre intenzionalmente), il menagramo, forse complice la simpatia generica del vebo 'menare' (ovviamente nel significato di 'portare') e la ricercatezza tenue del 'gramo' (riferito a sventure meschine), ci arriva con dei tratti più miserevoli e scherzosi. Difatti, la figura del menagramo ha anche un certo physique du rôle, per cui mostra puntualmente un aspetto tetro e cupo (e magari anche pallido ed emaciato, no?).

Ci adombriamo quando all'inaugurazione partecipano dei menagramo che spandono sentimenti negativi, la solita menagramo profetizza il sicuro insuccesso dell'impresa entusiasta, e invitiamo gli amici che si sono fatti prendere la mano con le obiezioni a non fare i menagramo. In questi casi, se al posto di 'menagramo' dicessimo 'iettatore' il risultato sarebbe molto più teso.

Infine, fatto curioso, se il menagram lombardo è entrato in italiano come 'menagramo', la lingua nazionale non ha invece recepito il nome della figura opposta, il menabon. Peccato che non ci sia il menabono, ma a ben vedere non esiste nemmeno il menagramo.

Parola pubblicata il 15 Febbraio 2018

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